Garbagnate - New York City

Name: Gèép

Friday, April 14, 2006

Il post che non riesco a scrivere o L'ultimo post

Arriva l'ultimo weekend, venerdì saluto tutti i colleghi, "yanow, se capiti di qui, eccetera", poi corro a St. Mark's Place per farmi fare le scarpe più belle del mondo da un russo, rincorro regali, ceno veloce e poi vado da Linda, preserata classico con Budweiser, vino rosso e tutti i protagonisti al completo, poi Tuti e Juerie abbandonano, inspiegabilmente, e ci ritroviamo al Luke & Leroy, teatro di tante battaglie, tipo il furto dell'Ipod di Juerie la notte che poi diventò giorno e si spostò a Boston, e si balla, con la Learda sempre più ubriaca giro dopo giro, con magliette degli Ark che ci vengono sbattute in faccia dal DJ, che il Pisello Bello va a corrompere per avere una maglietta, e poi si scopre trattasi di John Cameron Mitchell, fin troppo affettuoso ma la cosa non mi sorprende più, uno che andrà a Cannes a presentare un film, per dire, poi pizza da Joe's, e trascino la Learda, che deve dormire da me, davanti alle vetrine dei tatuatori ancora illuminate, per la West 4th, per Christopher Street, dormiamo al volo ma ci svegliamo immediatamente, per andare al Moma a vedere un documentario sui Sonic Youth, diluvia e siamo in ritardo e quindi si prende un taxi, ma c'è un traffico assurdo e decidiamo di farcela di corsa, venti blocchi sotto il diluvio, sulla sesta strada, insieme alla parata degli scozzesi, che attraversiamo illegalmente tre/quattro volte, innervosendo la sicurezza, per poi arrivare zuppi alla fine del documentario, ma poco importa, c'è appena il tempo per un self-service cinese, prima di andare a Brooklyn a casa della zia di Pisello_Bello per una festa d'addio a sorpresa, piena zeppa di italo-americani, statuine di ceramica, cibo farcito di aglio, musica italiana alla Toto Cutugno con remix dance primi anni '90, terribile ma sociologicamente interessante, iniziano le riflessioni ma le rifuggiamo, tutti, poi ci spingono verso un club da cui esce musica poco rassicurante e quindi deviamo in extremis in un bowling, dove non vinco ma dignitosamente giungo alle spalle di Juerie, implacabile negli strike, poi si torna a Manhattan e si va all'Annex, dove si balla finchè il DJ non viene costretto a tagliare ma ci regala, contro le volontà dei buttafuori, un ultimo, eroico, "be my baby", che chiude le danze, prima del delirio domenicale, a rincorrere gli ultimi regali con la Learda, poi con Linda e Juerie, con deviazione al Motor City, dove mi aspetta Claudia delle Baby Shakes per salutarmi, offrirmi drink su drink, e dopo il lungo aperitivo andiamo di nuovo a Brooklyn, ma a casa di Andrea, che ci prepara maccheroni al ragù, con vino, e la squadra è al completo, manca solo Tuti, la serata scorre a velocità folle, come tutti questi tre mesi, e ci ritroviamo sulla metropolitana F, tutti scendono a 2nd Avenue, tranne me, io proseguo fino a West 4, e così a 2nd Avenue saluto tutti, uno per uno, finchè il treno, inaspettatamente, riprende velocità, inizia a sbandare a destra e sinistra, aumenta ancora di velocità, riesco ad allungare la mano e a prenderli al volo, tutti quanti, una catena umana, proprio nel momento in cui il treno si stacca dalle rotaie e prende il volo, svolta a destra e sorvola l'East River,

Wednesday, April 05, 2006

Formed a band, we formed a band. Evincine che non era l'ultimo post.

E vinci ne. Non perdere.

Art Brut live at Bowery Ballroom

Quella cicciona obesa di Connie mi ha finito sia la Nutella sia i Pop Tarts al cioccolato, a tradimento, e stamattina mi sono dovuto mangiare il suo amarissimo burro di arachidi, in frigo da sempre. Hai voglia a fare la cazzo di agopuntura, se poi sei cleptomane con qualunque cosa abbia un minimo contenuto zuccheroso. Bitch.

Oggi e` il mio penultimo giorno di internship ed ho ricevuto precisa minaccia di morte nell'eventualita` in cui non dovessi riuscire a finire il mio entusiasmante report. Quindi mi tocca, udite udite, lavorare. Almeno mi passa. E grazie a Dio e` giunto l'espresso.

Il tempo fa ridere, io mi sono rotto il cazzo dell'inverno da un po' e di conseguenza esco di casa spavaldo senza cappotto. Tipo ieri. Quando a meta` mattinata ha iniziato a nevicare. Di brutto. Poi ha smesso, e` spuntato il sole.

Il cantante degli Art Brut e` raddoppiato rispetto al concerto di Torino dell'estate scorsa, ma lo homour e` rimasto intatto... Tutti i testi sono modificati, adattati a New York, aggiornati. Tipo Emily Kane: pare che proprio nella mattina di martedi la signorina in persona abbia lasciato un messaggio in segreteria al novello buzzone. Nella foto, il finto camino di casa Connie (me la pagherai per la Nutella, stronza).

Di fianco a noi una coppia di gay si struscia e fin qui tutto bene. Quando uno dei due prende la mia mano, scambiandola per quella del fidanzatino, le cose iniziano a precipitare.

Gruppo di supporto i Ponys che, per chi non lo sapesse, hanno fatto un gran disco che si chiama "Celebration Castle". Tanto per gradire, "Glass Conversation". (messaggio di servizio: Ob1, mettila nella compilation al posto di uno dei link fuffa)

Dovrei finire il report proprio adesso

Anche perche` ieri il capo ha cacato i verdoni ed ha pure offerto il pranzo da Alfredo, quello che ha inventato le fettuccine Alfredo, per intenderci. Fettuccine, fritto misto alla romana, bistecca T-bone enorme, torta di finocchi (me li ritrovo ovunque) e cioccolato. tutto buonissimo, o almeno credo, dato che in mattinata mi ero ustionato la lingua con l'ennesimo caffe` (e tuttora non sento i sapori... se escludiamo l'amaro del burro di arachidi... bitch).

La foto l'ho scattata all'incrocio tra Essex e Houston. Comunque.

Il capo della Camera di Commercio e` un tipo sui sessanta, romano, con due passioni ampiamente condivisibili: il vino bianco a spezzare il pomeriggio, e le cazzate. Fu cosi che un giorno un socio della Camera, eminente esponente di quell'accozzaglia di minchioni che e` il Rotary, voleva regalargli un libro sull'abolizionismo e lui l'ha rimbalzato a me, dicendogli che stavo preparando una tesi proprio sull'argomento. Non ho avuto il coraggio di smentire, vista la gioia con cui il rotariano mi donava il libro.

Ad ogni buon conto, a Strand Bookstore mi hanno dato ben sette dollari per il mattone sulla schiavitu`. Reinvestiti, piu` contante in abbondanza, in altri due volumi. Per la precisione questo:

E questo:

Ieri sera ho trascinato la Learda e Juerie a vedere "The devil and Daniel Johnston", il documentario sulla vita dell'artista fuori di cotenna di cui importanti esponenti della nuova ondata rock'n'roll hanno in precedenza disquisito qui. Il film, com'era prevedibile, e` una figata. La Learda si e` addormentata dopo un minuto e venticinque. Dopo il film, a danzare al Sapphire, proprio dietro l'angolo. Le ore si fanno piccole, ma poi aumentano di nuovo, rassicurandomi.

Come si diceva, e` giunto l'espresso. Ne usufruisco nuovamente, proprio adesso, prima di mettermi al lavoro. Perche` oggi lavoro.

Monday, April 03, 2006

Gli ruba il pesce

Dovevano esserci delle foto ma non funziona piu` il cavo USB. Non arriverete mai fino alla fine del post. Ma vi perderete la parte migliore.

Richard Ashcroft live at Webster Hall

Giovedi scorso dopo il lavoro, sulla strada per Columbus Circle (dove io, Chiara e Annie prendiamo la metro), un tipo nero, in maglietta bianca (dettaglio fondamentale), ha iniziato a seguirci. Mi stava attaccato alle chiappe, letteralmente. Di primo acchito (e` da tre mesi che cerco un modo di usare questa espressione) ho pensato che volesse incularmi il portafoglio, poi ho visto che se mi fermavo si fermava, se attraversavo attraversava e via dicendo: ergo, voleva cagare il cazzo.

Al che siamo entrati in un bar, ed il tipo ("ed" e non "e") si e` seduto al tavolo con noi. C'e` da specificare che aveva un'aria poco rassicurante, bavetta alla bocca, sguardo torvo e una mano in tasca. A tenere chissa` cosa. Tipo, un cd dei Super-Ok! da farmi autografare.

Ci fissiamo.

A lungo.

Al che, o si limona, o chiariamo la situazione.

"Are you following us?"
"Yes".

"MMM... why?"

Al che il tipo blatera qualcosa e capisco che si tratta o di un fattone o di un cerebroleso. Il problema e` che entrambe le categorie negli USA possono acquistare una pistola. Gli dico che o si leva dal cazzo, o dovro` avvertire il capo del locale. Non si leva dal cazzo, avverto il tipo del locale, il quale gli dice che o si leva dal cazzo, o dovra` chiamare la polizia. Non si leva dal cazzo, arriva la polizia.

E in un tripudio di micette, il cagacazzo viene portato via. Fine della storia.

E questa era la mia recensione del concerto di Richard Ashcroft.

Dall'altra parte dell'oceano, in quel mentre, i Super-Ok! davano spettacolo buttando giu` i muri della Blues House di Milano a sberle di Rock'n'roll... Andate qui e scaricate, se ancora non l'avete fatto. Subito.


The Spinto Band live at Mercury Lounge

Venerdi a pranzo riesco ad infilarmi in un mega-ricevimento per il capoccia di Poste Italiane, roba da 200 Dollari a cranio, sulla cima del Rockefeller Center, con vista clamorosa (ho intravisto la torre 1 del Quartiere Quadrifoglio). Menu a base di caprese e cotoletta alla milanese, davvero spettacolare... Ridendo e scherzando, e` tre mesi che mi cucino solo ed esclusivamente pasta Barilla con sugo Tomato & Basil Bertolli, con varianti affidate al burro salato e al peperoncino... Olio cretese comprato all'ingrosso da Connie, bistecca, talvolta un pomodoro. Budino Swiss. Budweiser. Anche solo un cappuccino, mi renderebbe la vita diversa.

Sono addetto all'accoglienza dei giornalisti e la rappresentanza di RAI Corporation e` affidata nientemeno che al Pisello in persona... Non riesco a trattenermi e gli rido in faccia. Il cameraman e` un altro amego mio: nel bel mezzo del servizio, trasmesso in tutto il mondo da RAI International, c'e` una panoramica che segue un giovane, elegante ed affascinante manager, che attraversa tutta la sala, fingendo di salutare tutti quelli che incontra, con passo affabile ma deciso. Quel manager chiaramente songhe ie. Il vino viene ricaricato senza neanche chiedere e in men che non si dica io e il mio tutor ci imbattiamo nella ridarola piu` spinta, nel bel mezzo dell'intervento del signor Poste Italiane. La mia giornata lavorativa finisce ufficialmente quando ci imbattiamo nell'incustodito tavolo dei super-alcolici.


E alla fine arriva la Learda

Sabato sera si rimbalza tra un Wine Bar e l'altro, dopo essere stati rimbalzati da una festa con free drink ad inviti, solo perche` non avevamo l'invito e siamo arrivati dopo la fine della festa... Dannati yankee. Alcuni volevano tirarci dentro il Crobar ma siamo riusciti a fuggire sapientemente.

E cosi arriva la domenica piu` bella della storia delle domeniche e mi ritrovo a girare in maglietta per la citta`, in cerca di acquisti commissionati (proprio da voi, amati commentatori) e col chiaro intento di produrre melatonina, a scopi terapeutici. Con Juerie e Linda ci imbarchiamo nella traversata di Manhattan, partendo dal Lower Esast Side, risalendo per 2nd Avenue, con tappa a St.Mark's Place, per poi passare da Astor Place, scendere giu` in University Place, attraversando Broadway, per buttarci al sole nel parco di Washington Square. C'e` un delirio di gente che suona, svaccati nel prato, e per la prima volta in tre mesi, mi rilasso, si io mi rilasso. Per qualche minuto. Mentre bevo un caffe` al sole, nella Repubblica Indipendente di Washington Square.

E alla sera arriva la Learda, amicone dell'Universita` che inizia uno stage alla Equinox di Columbus Circle (la palestra dove tanto tempo fa andai a far sfoggio della mia atleticita`). E la settimana si preannuncia delirante.


Stanotte

Per concludere in bellezza, ho sognato che la Learda era a casa mia e Connie si avvicinava e mi chiedeva "quando se ne va la Learda che devo scoreggiare? Ma tanto che me frega... le ho gia` fatte silenziose!". Io credo che un sogno tanto malato sia soltanto riconducibile a turbolenze estreme provenienti nottetempo dal letto di Connie. O forse e` colpa di quel commovente discorso che ho ascoltato ieri su Internet. No, davvero, il balletto finale era una figata. Quando alla fine mi ha indicato, mi sono commosso. Io credo ancora nel nostro grande sogno. Non sono mica un coglione. O comunque, tecnicamente non lo potro` essere. Torno l'11 mattina.