Garbagnate - New York City

Name: Gèép

Friday, March 31, 2006

First true

Non uno

Mercoledi, direttamente dopo il lavoro, sono andato ad un concerto benefico dei Gomez in una libreria a Soho. Sono arrivato con largo anticipo per trovare posto vicino al palco ed in effetti alla fin fine in fila c'era solo un tipo sui 40, capelli brizzolati, panza, maglietta dei Gomez. All'apparenza, uno sfigato totale.

Fatto sta che il tipo, super eccitato per il concerto, finisce per attaccare bottone. Cerco di non dargli troppa corda finche` non mi parla di sua moglie (dato che a New York non ho ancora conosciuto un essere umano maschio eterosessuale, handicappati inclusi). Mi spiega che i Gomez sono il suo gruppo preferito, che e` li da ore per essere sicuro di essere davanti e via dicendo... Finito il soundcheck, i Gomez escono e ci facciamo una chiaccherata... o meglio, il tipo, Jonathan, li bombarda di domande (del tipo "e` vero che stai per sposarti?", "come mai hai tagliato la barba?"... robe di questo tipo), i Gomez sono fin troppo disponibili, gli firmano anche le mutande e io sono costretto a scattare decine di foto.

Comunque. Aprono le porte e naturalmente siamo in prima fila. I Gomez suonano alla grande, il tipo ha una voce incredibile e se fossi in voi darei una chance al nuovo disco, "How we operate", perche` tutti i pezzi nuovi mi hanno fatto un'ottima impressione. Jonathan canta tutti i pezzi a memoria, si esalta all'inizio di ogni singola canzone e quando uno dei Gomez chiede una birra, corre al bar e gliela compra di tasca sua. Mai visto un quarantenne tanto appassionato. Alla fine, un tipo in gamba, con una passione sfrenata, totale, incredibile per la musica dei Gomez. Ritiro lo sfigato totale, cazzo. Genuino.

Il concerto finisce e si procede alla lotteria benefica. I biglietti costano 5 dollari (come una birra da Cake Shop... il che mi spinge a non partecipare) ed in palio c'e` una chitarra acustica autografata dai Gomez. La gente inaspettatamente si ammazza per comprare i tagliandi, si va avanti mezz'ora a vendere gli ultimi biglietti, alla fine nell'urna ci sono una cosa come 300 biglietti con su il nome dell'acquirente (oltre al numero). Jonathan nel frattempo e` corso dai Gomez a far loro i complimenti per la performance, io sono al bar a comprare un caffe` e la band si prepara a salire sul palco per i bis. Tutto questo mentre il presentatore dell'evento, sul palco, finalmente mescola i tagliandi nell'urna, apre il bigliettino e legge il nome.




Jonathan.



E io non sono uno che si commuove facilmente. Ci tengo a precisarlo.

Monday, March 27, 2006

Nikki Sudden e` morto

Sabato notte. Cazzo.

L'usuale post del lunedi

Essendo oggi martedi. Svolgimento.

Plin plin plin plin

Venerdi nel dopolavoro c'era un concerto benefico alla Knitting Factory. Benefico non si sa bene per chi, sta di fatto che suonavano due stronzi dei Nada Surf, Charles Bissell dei Wrens, Will Sheff degli Okkervil River e i Man Man.

E di per se` e` una figata, perche` se un annetto fa avessi dovuto scegliere due gruppi da vedere dal vivo, conscio delle possibilita` nulle di vederli in Italia, avrei detto Wrens e Okkervil River. Poi alla fine gli Okkervil River erano addirittura venuti a suonare al Jail di Legnano, ma l'audio faceva cacare e non avevano fatto "It ends with a fall", una delle canzoni d'ammore piu` bellissimissime che l'Homo Sapiens abbia mai scritto.

Aprono le danze i due dei Nada Surf (in acustico, chitarra piu` percussioni), sciorinano 7-8 pezzi, da "Blizzard" a "Concrete Bed" fino all'inedito della situa, "I like what you say" (che per la cronaca e` un gran pezzo). Il clima e` molto familiare, o per dirla in parole povere siamo quattro gatti. Il cantante racconta anche un aneddoto, cioe` quella volta che gli occhiali si erano rotti e non avevano piu` le stecche ed aveva dovuto aspettare lo stipendio per comprarli nuovi, ed in ufficio gli avevano detto che pensavano...

Uuoah. Viene finalmente il turno di Charles Bissell dei Wrens, solo con chitarra elettrica, alla Alex Britti si registra, si sovrappone, alla fine si fa una base di dieci chitarre e ci canta sopra pezzi da Meadowlands e Secaucus. Se non sapete di cosa parlo, aprite il vostro cazzo di programma per scaricare e aggiornatevi. Un assaggio, tanto per gradire.

...e dopo 6/7 pezzi Charles Bissell invita sul palco Will Sheff degli Okkervil River, e suonano insieme "Ex-Girl Collection" dei Wrens, con Sheff alla voce, dopodiche` inizia un arpeggio che conosco, la mia pelle reagisce prima del mio cervello, i peli delle braccia si induriscono, potrei lavarmici i denti, e Charles Bissell attacca a cantare "wish I could remember why it mattered to me..." ed e` uno di quei momenti che ti fanno essere in pace con Dio, che danno un significato a tutto e che solo delle cazzo di note musicali possono creare. L'unica nota dolente: tre ragazze che abbozzano una discussione ubriaca, troncata da un mio perentorio "shut up", seguito da sguardo assassino di una di esse. Che poi, come nelle migliori sit-com, rivelasi essere non solo la fidanzata di Charles Bissell, ma anche l'organizzatrice dell'evento. Ehm.

Will Sheff prosegue poi da solo, con pezzi di Okkervil River e Shearwater (l'altro suo gruppo), per concludere con "Okkervil River Song".

Omissis h. 9.00pm-6.20am

Sabato sera Juerie e` a vedere gli Arctic Monkeys alla Webster Hall, dalle 9 alle 9 e 45, dopodiche` raggiunge me e Linda al Rothko dove suonano i Lolita Bras ad aprire le danze ai Joggers, virtuosi di Atlanta, con microfono fischiante che non si riesce ad identificare. Dei Lolita Bras ho gia` detto, sono tra i meglio gruppi della scena. Suonano anche i Georgie James, con un interessante organetto che riempie il sound. Il concerto e` sold-out alla faccia di quegli sbruffoncelli di ragazzii inglesi che hanno tutto da imparare dai padri della scena.

Omissis 12.30am-4.30am



I miei lavori domenicali (manca solo che faccio il chierichetto)

Domenica terza lezione di italiano con Shino (l'immagine e` il primo risultato per Shino in Google), a cui insegno le preposizioni, il passato prossimo, i pronomi personali, i dimostrativi... finche` stremata invoca la fine delle ostilita` e mi chiede di finire prima. Dopoche` vado dalla Linda, che dorme ancora (e vorrei ben vedere: sono le 4). Mi apre la porta la Juerie che ha dormito li e si appresta ad essere intervistata dal Pisello, collega di Linda in RAI, che deve realizzare un servizio sui luoghi preferiti da americani scelti a cazzo... E Juerie con scarso sforzo di fantasia sceglie il Cake Shop. Il Pisello giunge dopo poco, armato di videocamera ma senza cameraman. E quindi, mi tocca (cioe`, non il Pisello... intendo dire lui... uh strada senza uscita... cambiamo paragrafo).

Le uniche indicazioni che ricevo sono "riprendi lei e non me", quindi zoommo in continuazione sulla faccia del Pisello che mi tira calci fuori dall'inquadratura, poi passo a Juerie, che mi lancia labiali inequivocabili (i piu` gettonati, "I hate you" e "fuck off") mentre io me la rido ascoltando le domande assurde a cui e` costretta rispondere ("if Cake Shop was a feeling, what feeling would it be?" e cagate del genere).

Il weekend finisce con un mio Ipod DJing a casa di Linda, con Linda stessa, Juerie e Tute che danzano per smaltire birra e delivery messicano, sulle note della mia sapiente selezione (highlights: "Tropical" dei Super-Ok! e "Mirror Kissers" dei Cribs)... Si fa tardi, in un modo o nell'altro. Questo e` stato il mio weekend.

Friday, March 24, 2006

All of a Sudden

Ma siamo comunque, ridendo e scherzando, agli sgoccioli. L'ho capito quando il capo e` venuto da me a chiedermi "Cos'hai fatto in questi tre mesi yanow?" perche` deve redigere, e non redarre, il rapporto finale sul mio stage. Dopo minuti di silenzio, in cui pensavo caffe`... email... caffe`... blog... un po' di Messenger... caffe`... lavarsi la faccia al cesso... Reese's tortine al burro di arachidi... caffe`... e via dicendo, mi e` tornato in mente il famoso report (disponibile, su richiesta, in formato .doc). E via via, tutto il resto.

Ad ogni modo. Ieri sera, su invito di Mary e Judy delle Baby Shakes, sono andato a vedere Nikki Sudden al Fat Baby. In teoria dovevo andare li per vedere gli Electric Shadows, amici delle Babys, ma avevano appena finito... Si beve qualche drink, senza cacare troppo lo stonatissimo ma - hey - cool! Nikki Sudden. Il cantanto degli Electric Shadows e` particolarmente simpatico e mi spiega che si chiama Murrat, come le "Italian cigarettes but without the I". Judy delle Baby Shakes, dopo vari shot di tequila, e` in condizioni pietose e vaga per il locale inciampando in ogni ostacolo immaginabile e trovandone di nuovi quando non ce ne sono.

Ma comunque. Nel contempo, a casa Connie, si consumava la tragedia. Il vicino ricchione, disturbato, non si sa bene perche`, dai rumori provenienti dal nostro appartamento (la fonte dei rumori e` motivo di illazioni spiacevoli), chiamava i poliziotti dicendo che una donna era svenuta nella casa vicina alla sua. Arrivavano un'ambulanza e 5 (...5!) poliziotti che intimavano a Connie di aprire la porta oppure l'avrebbero sfondata. Connie, che si cacava in mano, ha avuto la brillante idea di dire ai poliziotti che suo marito (cioe`, io) stava per tornare a casa... Alla fine, i poliziotti se ne sono andati, dopo un brillante "se e` sicura di non essere svenuta". Stamattina la dimagrente Connie era in agitazione e mugugnava di andarsene per un po'... E` tutto il giorno che prego che cio` accada.

E quello che veramente mi fa girare le palle e` che ieri sera ho perso un bottone della giacca.

Thursday, March 23, 2006

Work, work, work (Pub, club sleep) part 2

La Connie si e` messa in testa di dimagrire ("foglio pertere tieci chilo in uan manf"). Non mangia piu` carboidrati e mi ha costretto a finire la scorta di birra in frigo per non farla cadere in tentazione. Ma il vero trucco e` l'agopuntura che si fa praticare dietro le orecchie da un santone buddista del New Jersey. Quanto ha perso finora? Sui cento Dollari.

Sono state giornate infarcite di concerti, tanto per cambiare. Lunedi sera puntavamo su Annie, electropop star norvegese... sold-out nel momento in cui entriamo nel locale. Allora abbiamo buttato un occhio alla Cake Shop per vedere chi suonava ed alla fine siamo restati li.

Il primo gruppo lo perdiamo, e` gia` tardino, in compenso ci becchiamo i Vandelles, compreso un sound-check problematico dove non si capisce bene quale cavo non funzioni, ma qualcosa di sbagliato c'e`. Non c'e` molta gente e riusciamo a piazzarci comodamente sul divano di fianco al palco. Il gruppo sciorina, tanto per cambiare, psycho/shoegaze. I pezzi sono belli e la batterista donna da` un valore aggiunto non indifferente, picchiando tra l'altro come una dannata.

Seguono gli headliners, The Hiss, Kingsofleoniani tendenti al Crampo Warloccoso. Pensate che ho addirittura un loro cd, preso per 2 Quids in quel di Londra, qualche anno fa. Non sono eccezionali ma fanno la loro porca figura.

...ed infine arriva il giorno dei Rakes, disco in heavy rotation nel mio fluorescente Ipod. Serata London Live (niente a che fare con London Loves) con gruppi londinesi alla Bowery Ballroom, ed al solito inglesi birrosi ad inzozzare il pubblico. Aprono i Boy Kill Boy, se va bene i futuri Keane, e non sprechiamo altro tempo... (Simone, dacci un occhio, anche se so che fai parte della frangia Coopistica dei lettori del blog...)

Seguono i Towers Of London. E qui bisogna un pochino discutere.

La loro performance ha scatenato piu` di una polemica da queste parti (...che poi era quello che volevano). Non hanno fatto altro che sputare sul pubblico, il cantante ha lanciato il microfono ed ha aperto la testa ad una ragazza, alla fine del concerto c'e` stato un accenno di rissa tra il chitarrista ed uno del pubblico. Tutto trito e ritrito. Cosa penso io? Appena sono saliti sul palco, ho capito che rientravano nella categoria dei gruppi che passano piu` tempo a pettinarsi che altro. Dei ragazzini che giocano a fare il gruppo cover dei Sex Pistols e niente, niente altro. Quindi li guardi, ne sorridi, basta (poi, se ti becchi un microfono in testa, i coglioni ti girano). Tute non sembra apprezzare il provocatorio "you're being gay, what a surprise"... ma sono dei ragazzetti, lasciamoli divertire.

I Girawhisky si che erano punk. Coope si tagliava la pancia, ma solo durante le prove, perche` in concerto sarebbe stato troppo commerciale. Spaccavamo, cazzo.

Per la cronaca, la testa rotta della ragazza:
(cazzo, non riesco a caricare l'immagine... anzi aspetta... si eccola)


Wow, come sono pulp. Ad ogni modo, veniamo al dunque. I Rakes badano piu` alla sostanza, sono piu` brutti e indossano magliette normalissime e non canottiere con scritte antiluviane tipo "vanity lies" o "NYC sucks" che nel 1979 avevano gia` rotto il cazzo, si limitano a suonare muovendosi un attimo e non necessariamente arrampicandosi sugli amplificatori o bevendo birra coi denti mentre suonano un assolo tamarro. E quindi inizio a divertirmi. Sciorinano i pezzi del primo e unico disco, fino ai bis con un pezzo nuovo ed il finale affidato a "Strasbourg", il loro singolone.

Com'e` uso da queste parti, si regalano poster e spillette, nonche`, per l'occasione, il numero di Time Out in uscita la mattina dopo. In copertina si parla di un "Awesome hand-free massage", e non posso che pensare al tipo sulla sedia a rotelle.

Monday, March 20, 2006

Tutto a Boston

E' stato un fine settimana poco riposante. Questa la premessa.

All my friends were vampires... I didn't know they were vampires. (Questo perche` il titolo preso da una canzone underground fa fico)

Venerdi sera nel dopolavoro sono andato alla Clementine Gallery, Chelsea, dove si inaugurava la prima mostra personale di Daniel Johnston. La Juerie e` una fan (un po' come Lorenzo), cosi ci siamo trovati diretti li. L'artista ovviamente non si e` presentato, in preda a ricoveri per malattia mentale o disturbi vari... tipo quando girava vestito da Casper il fantasmino (...con tanto di maschera), convinto di essere stato mandato sulla Terra per sconfiggere il diavolo. Come si fa a non amarlo? (nella foto, Juerie e la birra in contemplazione dell'opera di Daniel Johnston)

Si diceva, lui non c'era, ma inaugurazione mostra uguale birra gratis... e 4 birre fresche, a stomaco vuoto, nel dopolavoro, significano iniziare la serata col piglio giusto. Poi si va da me ad abbozzare un pasto, prima di andare da Linda, dove ci aspettano tutti gli altri, equipaggiati con vino australiano, ma di quelli cattivi. L'imperativo e`: mescolare. Si scende al Pianos, per farci un whisky (o meglio: per farmi un whisky), per poi deviare da Luke & Leroy di cui gia` parlai. Si danza. Arrivano le tre di notte, poi le quattro. Il punto e` che devo svegliarmi alle sei per andare a Boston.

Al momento di andarcene, scopriamo che qualcuno ha fottuto la borsa di Juerie, con Ipod (quello che per due giorni mi sono dimenticato di ridarle...) e chiavi dentro... e anche una mia chiavetta con dentro gli mp3 dei Super-Ok!, che qualche figlio di mignotta sta ascoltando proprio ora. La serata prende una piega tristissima... A quel punto, e` ufficiale: non dormo.

Sabato, ma non ne sono sicuro. Quando starnutiscono fanno Massacchussetts. (Ah, ah. Beh)

Arrivo a casa, riempio lo zaino di mutande e spazzolini, lascio un biglietto a Connie e mi dirigo verso Chinatown... La citta` che non dorme mai, in realta` un pisolino se lo fa, tra le 5.30 e le 6 di mattina. Non c'e` in giro nessuno, e` tutto chiuso e fa un freddo bestia. Aspetto davanti all'entrata che apra Starbuck's, ed alle 6 Chinatown, all'improvviso, rinasce, le strade si popolano di cinesi indaffarati... Provate ad immaginare di rovesciare dello zucchero vicino ad un formicaio, di riprendere il tutto per un'ora e poi di accelerare il filmato di 16 volte. Non una di meno. Questa e` Chinatown, sabato mattina, mentre bevo la cioccolata calda piu` disgustosa della mia vita.

Il viaggio di 4 ore e mezza nella ferraglia cinese, costo 15 Dollari, passa tranquillo, di fianco ad un cinese obeso (ebbene si: esistono) che russa come un bastardo, e col sole in faccia, giusto per essere sicuri che io non possa dormire. A Boston sono ospite di Filippo, architetto emigrato negli States da Cesano Maderno una decina d'anni fa, amico di Annie (mia collega di stage). La casa e` una figata e lui si rivela la persona piu` ospitale di questo mondo... Sto parlando di torta ad aspettarmi, vino (buono) come aperitivo, cena thailandese offerta nonostante accenno di rissa da parte mia, e whisky Lagavulin a concludere la serata... Gente da cui si ha tutto da imparare, ragazzi. Stile con la S del supermercato cazzo. Boston in pillole e` carina, ma la visito tipo viaggio a St. Tropez con dimostrazione delle pentole inclusa... Ma il tempo stringe e la serata del venerdi non potevo mica saltarla. Eh.

Sunday morning... Sempre per quel motivo la. E in piu` questa e` pure Velvet.(Senza accento perche` e` famosa. Nel senso di nota)

E gia` il titolo fa capire quanto sonno c'ho. Domenica mattina mi sveglio alle 8.30 ma non ho voluto scoprire a che ora ero andato a letto... Dopo infinite peregrinazioni giungo a casa da Connie, che vista la faccia mi consiglia di fare una doccia ed andare a letto... e sono le tre di pomeriggio. Una risata amara mi riempie il viso. Accenno un pranzo ed esco di casa.

Per aspettare invano Shino la giapponese, dalle 5 alle 6, prima di capire che no, non arrivera` (poi si e` scoperto il misunderstanding... recupero giovedi). Al che scatto a Brooklyn per la serata conclusiva del No Fun Fest, il festival noise organizzato dai Sonic Youth. Linda e Juerie mi aspettano gia` li.

Si alternano sul palco leggende noise come i Borbetomagus, John Wiese, i Prurient... per arrivare a Thurston Moore, l'inarrivabile re, imperatore del rumore, una spanna oltre gli altri. La mia cena consiste in una specie di piadina con dentro un formaggio di cui non voglio sapere nulla. Il menu del posto comprende anche "Meat": provo ad ordinarne uno e scopro che si tratta di una bistecca cruda (non poco cotta: proprio cruda) in un piatto. Ecco spiegata la piadina. Ad ogni buon conto, un'ottima occasione per aggiungere un altro autografo alla famosa maglietta.

...e tutto questo per dirvi che ieri sera, al ritorno dal No Fun Fest, per strada, su Christopher Street, un uomo faceva un pompino ad un altro uomo sulla sedia a rotelle. Ho iniziato a ridere, e non finiro` mai.

Friday, March 17, 2006

St. Patrick's Gay

Mercoledi sono andato al cinema con la Juerie a vedere "New York Doll", documentario su Arthur "Killer" Kane, bassista dei New York Dolls. Il film ripercorre la storia della band, dagli inizi, due album seminali ma zero soldi, un batterista che muore durante una tournee in Inghilterra, l'intervento sfigatissimo di Malcolm McLaren, lo scioglimento, le carriere soliste, la morte di Johnny Thunders e Jerry Nolan. Dopo svariate vicissitudini, tra cui un volo dal terzo piano con la convinzione di poter volare, Killer Kane diventa mormone e inizia a lavorare nella biblioteca di una sperduta comunita`.

Il documentario si focalizza poi sulla reunion al Meltdown festival del 2004, per poi terminare in una maniera pazzesca. Cazzo, hai in programma una scarica di rock'n'roll, e invece ti lascia in lacrime. Piu` che consigliato, obbligatorio. Se mai arrivera` dalle nostre parti.

Finito il film, andiamo in ufficio da Juerie ad aspettare Tute, uno dei suoi innumerevoli amici omosessuali, sconfortato perche` e` stato appena rimbalzato alla dogana a Londra, dopo aver programmato di stare li per tre mesi... Aveva con se` un curriculum ma non aveva un visto per lavorare. Totale, rimandato a casa. Bella sfiga, cazzo. La Linda invece e` impegnata in RAI per la realizzazione di uno dei soliti servizi-marchetta su qualche ristorante italiano. Ci sediamo comodi sul divano a bere vino, con vista sul cielo di Tribeca. Le nuvole passano veloci davanti alla luna piena, esattamente dove, a un isolato di distanza, stavano le torri gemelle.

Tute non arriva e non risponde al telefono, sconfortato si e` fumato il nero di seppia e dev'essere crollato a letto. Ad orari indicibili, torno a casa. Stanno ancora girando il film. Platinette forse non c'e`, in compenso Catherine Zeta Laformica ha il pulmino davanti al mio portone.

Playboy ha gli uffici qui dentro al terzo piano e ieri c'era la svendita dei campioni dei loro svariati prodotti. Mi sono presentato puntuale alla ricerca di Playmate attempate da portarvi in regalo al mio ritorno, ma sono andate via come il pane e mi sono dovuto accontentare di uno Zippo, borsette, occhiali da sole e asciugamani... per un totale di 20 Dollari senza mancia. Ho anche preso, in comproprieta` col collega Francesco, un paio di boxer per il tutor che ha reagito con un commosso "yanow... queste sono per uno special moment... I'm gonna keep them yanow".

...e mentre scrivo qui sotto, sulla Fifth Avenue, sfilano gli irlandesi, migliaia di cornamuse, bande, politici, cavalli, ballerine e soprattutto orde di ubriachi vomitanti e piscianti (lo spettacolo piu` interessante a cui uno possa assistere dalla finestra del suo ufficio).

Comunque. Mercoledi sera in circostanze misteriose l'Ipod di Juerie mi finisce in tasca e quindi i progetti di dormita per il giovedi sera vanno a ramengo. Ci becchiamo vicino al suo ufficio e, gia` che ci siamo, andiamo al Cake Shop a vedere un concerto. E ci andiamo a piedi. E Dio sa quanto sono lontani i due posti.

Intanto qua sotto si scorticano e urlano. Splende il sole. Squillano le cornamuse.

E se non ne parlo non vuol dire che non accada: mi continuano a tempestare di richieste di indicazioni, sempre piu` dettagliate. Una ieri mi ha chiesto come arrivare al CBGBs e chi ci suonava quella sera. Ed ero dall'altra parte della citta`.

...ma si diceva del Cake Shop, dove avrebbe dovuto suonare il buon Craig Wedren degli Shudder To Think (Velvet Goldmine anybody?), ma in realta` aveva appena finito e si aggirava guardingo nella totale empieta` del locale, mentre saliva sul palco Joe Lally, bassista dei Fugazi, con il suo progetto solitario, basso + voce + percussioni... Se fosse una ragazza, direi che e` simpatica.

E mentre sorseggio Budweiser draft, 4 Dollari piu` mancia, mi accorgo che il pelato seduto di fianco a me (e ci sono in tutto una dozzina di persone) e` nient'altro che Ian MacKaye, mente dei Fugazi e capoccia della Dischord Records, nonche`, e` bene ricordarlo, chitarra noise in "Youth Against Fascism" dei Sonic Youth. Bow wow!

Morale, alla fine io e Juerie ci siamo dimenticati del suo Ipod e quindi ce l'ho ancora io. E le cornamuse hanno gia` rotto il cazzo.

Wednesday, March 15, 2006

Max Gazze`

Non si capisce piu` niente, fa caldo, fa freddo, sudo, gemo. E, soprattutto, non dormo granche`.

Stanno girando un altro film sotto casa mia, Hudson Street e` invasa dai camion della produzione. Si tratta del film biografico sul chitarrista dei Super Ok! emigrato negli USA per tentare la carriera solista. Nel cast, Macaulay Culkin, che interpreta il protagonista, Sergio Vastano, nelle vesti del tutor, e Platinette, che interpreta la padrona di casa che vive col protagonista.

Ho fatto un provino per avere una parte, hanno detto che mi chiamano loro, magari mi faranno fare la comparsa nel remake, un giorno. Non si sa mai.

Lunedi sera, dopo consuete birre dalla Linda, siamo andati alla festa per l'uscita del disco in Giappone (cazzo, potevano trovare una scusa migliore) dei Soft, di cui gia` non parlai in precedenza. Stone Roses con la voce da checca, particolarmente inudibile visto l'audio a culo del Cake Shop. L'apertura e` affidata ai Levy, gia` visti sabato scorso, col cantante piu` ispirato... al secondo ascolto, mi hanno fatto davvero una buona impressione. Le canzoni ci sono, il make-up pure. Una tipa tenta di togliere il fedora al cantante che la minaccia a pugno alzato... si scorge la stempiatura (ero piazzato a meno di due spanne). Budweiser, Budweiser, Budweiser. Gli stronzi iniziano a suonare a mezzanotte. Lunedi sera.

Nessuna sorpresa se ieri mattina, arrivato in ufficio, ho messo in frigo l'agendina. Anzi, mi sorprendo di non averla azzannata a meta` mattinata. Al pomeriggio mi collego a sgamo le cuffiette al pc, ed ascolto due vecchi che parlano del loro glorioso passato, accennando ad un futuro che non gli appartiene. Nel dormiveglia, una notizia ANSA mi spezza il cuore.

Dopo una dura giornata di lavoro, uah uah, alle nove e un quarto, in pantaloncini e maglietta, mentre lavavo i piatti guardando American Idol con Connee, pregustando il calore del mio finto futon, ricevo la chiamata di Juerie, che come alcuni di voi forse ricorderanno, di mestiere fa la pusher di vino.

E' in ufficio, da sola, con una montagna di vino incustodito. Sfido chiunque a tirarsi indietro. La raggiungo al volo a Murray Street, si beve vino, si parla, si ascolta musica, si parla di musica, si beve vino, si beve musica. Le faccio ascoltare un po' di roba nostrana, apprezza molto Kech, Yuppie Flu e soprattutto i Super Ok! di cui si proclama all'istante P.R. negli U.S.A..

Si fa un po' tardi, insomma. E cosi stamattina, sull'orlo del delirio, o forse un passo oltre, mi sono accorto che mi manca la mia Yaris, e mi manca il mio Elvis. Poi ora che ho scoperto che si tratta di uno "small indie film that dreams big", beh...


(il grave incidente di ieri a Garbagnate, nelle foto scattate dall'amico Stefano S., qui)

Monday, March 13, 2006

Sabbath, Domingo. Il mio nuovo lavoro.

Un cocktail micidiale di sole in faccia e telefono che squilla mi butta giu` dal letto (ma non mi faccio troppo male, dato che dormo su un "futon"... ok, e` un materasso buttato per terra) alle 11.30. Cerco di riaddormentarmi ma e` tutto inutile. Mi alzo.

Un fantastico sabato di sole, con vento caldo, e quindi cosa c'e` di meglio di chiudersi in un museo? Al Whitney c'e` la biennale, un sacco di opere d'avanguardia, tra cui un quadro di Jim O'Rourke e una serie di illustrazioni del mitico Daniel Johnston. Altra roba bella, un finto trailer di un film, "Caligula", con attori tipo Milla Jovovich, Courtney Love e Barbara Bouchet (!) a far finta di recitare in questo remake pornografico del colossal sull'imperatore... interpretato, peraltro, dalla Love.

Pranzo verso le 4, svaccato nell'erba all'Hudson Park, dove incontro, per caso, un'altra compagna d'universita`. Inizio a rompermi le palle. Meglio, decisamente, dare le indicazioni.

Alla sera c'e` voglia di musica dal vivo, stranamente, e quindi andiamo al Cake Shop a cazzo, ed i gruppi, ovviamente, fanno cacare (robaccia tipo Audioslave per intenderci). Allora scappiamo a gambe levate alla Dark Room, dove i DJ spinnano roba variopinta, tra dance, revival e soprattutto New Wave, tanto per cambiare, con immancabili capatine in territori Franzferdinandeschi e Blocpartiani, per spingersi fino a un "Don't Look Back In Anger" che conclude la serata con un coro di ragazze inglesi ubriache che danno il meglio di se`... ai primi che passano. Pieno zeppo fino all'asfissia.

Domenica torno in vita appena in tempo per deviare su Brooklyn, per beccarmi i Mi & L'Au ed i Film School in concerto, gratis, al Soundfix Records (negozio di dischi). La saletta nel retro del negozio e` fantastica, con tappezzeria super kitsch ai muri e poltrone lussuriose in cui sprofondo insieme al mio caffe`. I Mi & L'Au sono piu` abituati all'unplugged e si rivelano molto suggestivi, ma anche i Film School (a cui hanno appena fottuto tutta la strumentazione)fanno la loro porca figura.

Terminati i set, mi fiondo in metropolitana ed in meno di un'ora sono allo Starbuck's tra Spring e Crosby street per incontrare Shino, la 29enne giapponese a cui daro` lezioni di italiano nelle prossime settimane, per la modica cifra di 20 $ all'ora (due ore a botta). E' bastato mettere un annuncio nell'incredibile bacheca di craigslist e mi hanno risposto in 4 (...e solo Shino ha accettato il prezzo).

E non potete immaginare quanto sia bello insegnare l'italiano ad una giapponese. Le ho riso in faccia per un'ora, ininterrottamente. E mi ha pagato.

(Coope, questa e` "Older" dei Mi & L'Au, mentre questi sono i Film School)

Vendredi eccetera

E dopo una giornata infinita, il venerdi sera inizia con un concerto alla Mercury Lounge. Ci vado da solo ma trovo subito Juerie e le sue due sorelle (che sono mezze coreane e mezze scozzesi). Il primo gruppo, i Levy, non e` malaccio, come al solito reminescenze Smithsiane e cantante truccatizzimo con fedora alla Jonathan del Grande Fratello (programma che mio malgrado perdo in toto quest'anno...). A seguire, i Five O'Clock Heroes, che pare vadano alla grande in Inghilterra (tra NME showcase e menate varie). In effetti, suonano bene e il cantante ha una gran voce, pero` qualcuno dovrebbe dirgli che non e` Joe Strummer (e gia` che ci siamo, dire al bassista che non e1 John Squire e non fa niente se non fa la faccia da decerebrato, ed al chitarrista che non suona nei Kills e se non e` ubriaco, e` ok, non c'e` bisogno di fare finta). La musica e` revival anni '80, tra Police e ultimi Clash. Ma l'impostazione mi da` sui nervi.

Il terzo gruppo sono i Battle, ma a meta` concerto la sorella maggiore di Juerie scompare (era in teoria andata in bagno). Dopo vane ricerche e tentativi di chiamarla, finalmente risponde al telefono e si dice "sick" e "drunk"... parla per un quarto d'ora buono, per lo piu` frasi sconnesse, finche` finalmente riusciamo a capire dov'e` ed andiamo a recuperarla. La troviamo che sta ancora parlando con noi al telefono (ed abbiamo attaccato da un bel po'). In pratica, dovendo vomitare, ha camminato alla ricerca del posto ideale, finche` non ha trovato un oscuro parco ad un paio di chilometri dal locale, dove ha iniziato a litigare con un passante, che le ha intimato "non ho problemi a picchiare una donna", al che lei ha risposto "neanch'io YA BITCH!" e l'ha inseguito cercando di prenderlo a pugni e puntualmente mancandolo... finche` non l'abbiamo chiamata. Ed ha scoperto di essersi persa.

Le sorelle a questo punto ci abbandonano. Io e Juerie raggiungiamo a piedi il Rififi per la serata Trash (si chiama cosi), new wave, rock'n'roll, un fottio di gente e drink 2-for-1 per festeggiare l'uscita del DVD dei Blondie... Ancora una volta, nient'altro che il Plastic. Ed e` pure venerdi. Linda e gli altri ci raggiungono, alleggeriti di una cinquantina di dollari a testa investiti in temibile sushi. Alle 4.40, con una pizza fugace sullo stomaco, dopo aver incontrato in metropolitana, per caso, un compagno d'universita`, chiudo finalmente gli occhi.



...Si e` parlato di Levy, Five O'Clock Heroes, Battle (questa e` "Demons").

Il grande cardo

E' infine giunto il caldo di Dio e la situazione ha preso tutta un'altra piega.

Giovedi scorso era l'anniversario della morte di Charles Bukowski ed il Bowery Poetry Club (proprio di fronte al CBGB's) ha organizzato un reading di poesie per celebrare la cosa. Presenta una vecchiazza ubriaca, impacchettata in un vestitino di velluto rosso, che conclude l'introduzione con un "now it seems appropriate to show you my back", e si gira mostrando il culo. Non un granche`. Attori improvvisati, ubriachi marci, balbuzienti, personaggi di ogni tipo interpretano come possono le poesie di Hank. Tutto sommato, bellino.

Alle 11 e mezza e` tutto finito e vado a piedi a sud verso il Bulgarian Bar, locale famoso per i suoi deliri del giovedi sera. Dopo aver aspettato Linda e compagnia per 45 minuti, tre ragazzi ebrei americani impietositi mi invitano ad entrare con loro ed accetto volentieri, dopo essermi assicurato (con carta bollata) della loro eterosessualita`. E dentro, ovviamente, trovo Linda, Juerie e tutti gli altri, che mi aspettano (anche un po' contrariati) da ore.

Il locale e` un delirio di gente dell'est Europa che salta all'unisono con musica balcanica e tequila che scorre a fiumi... perlomeno nella mia bocca. Un puttanaio, condito da un intenso odore di ascelle... Bello. Tra una palla e l'altra, arrivo a casa alle quattro e mezza. Alle sette e venti apro per miracolo gli occhi e colgo l'attimo per andare in ufficio. Non vi dico in che stato. Anzi si: New York.

Thursday, March 09, 2006

Le belle cassettine di una volta

Dopo tre ore di sonno, svegliarsi con una fantastica brezza marina (avete presente Lavagna dopo gli acquazzoni estivi?) ti rigenera. Per cinque minuti. Poi servono litri di caffe`.

E` un po' di tempo che non posto link a mp3... Allora vi aggiorno un attimo su alcuni dei gruppi piu` interessanti qua in zona, di cui per un motivo o per l'altro non ho ancora parlato...

Ad ogni buon conto. Ecco la compilation che quest'estate si contendera` lo stereo della vostra macchina con "Festivalbar 2006" (quello blu):

1 Oxford Collapse "The Boys Go Home"
2 The Big Sleep "Murder"
3 Film School "American Turnip" (ok, questi sono gia` famosini... allora cercate qualcosa dei Presets)
4 Psychic Ills "January Rain"
5 Field Music "You're so PRetty"
6 Early Man "Death Is The Answer" (ascolta il metallo!)
7 Part Chimp "B1"
8 Rahim "10000 Horses"
9 Parts & Labor "A Great Divide"
10 Foreign Islands "Fine Dining With The Future"
11 Hot Chip "Ninja Turdle"
12 The Cloud Room "Hey Now Now"
13 Vietnam "Princess"
14 Goes Cube "Goes Cube Song 26"
15 From Monument To Masses "From Z Repeat"
16 Mobius Band "The loving Sounds of Static"
17 Super-Ok! "Scratches" (live at Max's Kansas City)

E dato che sono molto impegnato potrei pensare di fare anche la copertina.



Figa eh?

Tuesday, March 07, 2006

Elezioni cutanee

Mi sono dimenticato di dirvi che ho incrociato Uma Thurman per strada. Non mi ha chiesto se ero quello dei Super-Ok! e la cosa mi ha molto irritato.

Le temperature continuano a salire, pare che il weekend sara` caldissimo e ne godo... Per festeggiare tutto cio`, andate a vedervi Brokeback Mountain (in italiano suona piu` o meno come "La montagna dei culirotti") fatto col Lego.

Ma veniamo alla politica.

"Carissimi amici,

Come Italiani (tutte e due con lettera maiuscola e tutte e due sbagliate) residenti all'estero ci pregiamo ricordare (e` partito un "di") i sacrifici e le sfide di adattamento in una nuova Terra (lettera maiuscola... il pianeta?), una nuova societa`. Chi ci ha preceduto, e molti fra di noi, puo` comprendere meglio le avversita` incontrate nel lasciare la nostra Terra natia (Houston abbiamo un problema). Ma come sempre siamo stai, legati ai valori della famiglia e del lavoro (e quella virgola... perche`?), questa nostra Comunita` (tossici?) e` riuscita a contribuire immensamente alla ricchezza e al tessuto sociale, economico e politico (e sintattico) di ambedue I Paesi (maiuscolo anche l'articolo... tipo The Boss), Italia e Usa.

Come ben sapete, e` ormai ufficiale; il 9 aprile prossimo, per la prima volta nella storia, i cittadini Italiani residenti all'estero avranno il diritto ad eleggere (e il rovescio dove va?) i loro rappresentanti nel Parlamento e Senato Italiano a Roma (per quello a Firenze bisognera` aspettare le prossime elezioni... e qualcuno spieghi, almeno ai candidati, che il Senato FA PARTE del Parlamento, insieme alla Camera dei Deputati).

Dobbiamo essere immancabilmente uniti (immancabilmente???) nel nostro intento comune affinche` la nostra Comunita` venga giustamente rappresentata sia al Parlamento che al Senato (arieccolo). Il nostro intento e` di difendere e nello stesso tempo impegnarci affinche` le cose elementari ma essenziali (...ma difendere cosa?) vengano non solo rafforzate ma sopratutto migliorate (notare lo spelling... sul significato ormai c'ho rinunciato). Come i diritti e i beifici (dove si fabbricano gli O'bei o'bei) sociali e previdenziali per i pensionati e per gli anziani (quelli che lavorano ancora? vogliono anche la pensione?); incentivi per chi se reca in Italia (cosi ad occhio, se reca arroma); garantire il futuro dei nostri figli e dei nostri giovani (...concubini?). Queste sono vere problematiche (gli anelli nuziali? non si trovano?) che in un modo e nell'altro (notare quell'"e") ci toccano tutti da vicino.

Pertanto dobbiamo stare attenti a non sottovalutare l'importanza di questa conquista democratica del voto e dobbiamo inoltre stare attenti a non cadere nella retorica o nel gergo "simbolico" della politica solo per il desiderio di ottenere voti!

Incoraggiamo quindi il vostro interesse, la vostra partecipazione e il vostro contributo, diretto o indiretto, che deve essere secondo noi parte integrante del nostro mandato (quale mandato?). Vi invitiamo a questo proposito di visitarci (DI visitarci???) sul seguente sito web: www.toinsert dove troverete insieme all nostra (tutta vostra?) visione politica, informazioni utili di carattere generale e specifico (minchia che informazioni! Utili, generali e specifiche allo stesso tempo! wow!).

Sempre pronti ad ascoltarvi, cordialmente vi salutiamo.

XX"

Ho trovato la copia definitiva di questa lettera nella stampante, qui in ufficio. Si tratta della lettera di presentazione della candidatura al Senato, per la circoscrizione Nord-America, di XX, per un partito di Governo (o meglio, dell'attuale Governo). Mi sono permesso di annotare in corsivo dei commenti ai punti salienti del programma.

Per quanto riguarda il "gergo simbolico", la "conquista democratica" ed il relativo punto esclamativo, il signor XX si e` preso la briga di contrattare per telefono, in mia presenza, dei "favori" con degli "opinion leaders", in cambio di un numero prestabilito di voti.

Quanto mi manchi, cara, vecchia Italia.

Monday, March 06, 2006

Here we go

Sono stato assente, c'ho avuto da fare. Eccomi.

To the lighthouse

Alla fine e` arrivata la Fede ed abbiamo deciso di staccare dalla metropoli infognandoci piu` a nord possibile nella valle dell'Hudson. Nelle mie dure giornate di lavoro, navigando senza sosta ho trovato un fantastico bed & breakfast dentro un faro, a Saugerties, vicino a Woodstock, il posto che da` il nome al festival del 1969 che non si e` tenuto li (non chiedetemi perche`). L'unico giorno a disposizione era giovedi 2: il giorno della nuova, bastardissima nevicata. Il faro, ad ogni buon conto, qui a destra.

E cosi, dopo due ore e mezza di pullman sbandante nella neve e mezzora di tassista obeso che mi costringe le ginocchia in uno spiraglio millimetrico, giungiamo al faro. Il ritardo del pullman fa si che arriviamo con l'alta marea, quindi dobbiamo camminare piano piano sul torrente Esopus, sperando che il ghiaccio scricchiolante non ceda sotto il nostro peso... Arriviamo fradici e congelati al faro, dove Patrick il custode ci attende con the caldo (ti amo Patrick). Viste le condizioni meteo avverse, ci rintaniamo nel faro, dove mi dedico alla lettura dei giornali locali. La prima pagina dell'Ulster News e` dedicata a tre ragazzi di Saugerties che hanno fondato una lega di Wrestling ed ogni weekend fanno finta di menarsi per un pubblico di 4-5 bambini, senza ring, con in palio una cintura giocattolo di plastica della WWF. I nomi d'arte sono semplicemente fantastici: Vincent Demented, Max Delirium e Damien (il mio preferito). Guardateli e ridete per sempre (a sinistra).

I Belle & Sebastian mi stanno sul cazzo (tutti e due)

Venerdi partiamo, con rammarico, da Saugerties, dove il sole splende ma il vento ammazza. Dovremmo giungere a New York alle 16.30, in largo anticipo rispetto all'incontro con i Belle & Sebastian per autografi e mini-concerto, fissato per le 18 al Virgin di Union Square. E invece. Il pullman parte in ritardo e il traffico impazzisce. Rush hour del venerdi. Gli anni per arrivare a Port Authority, dove il metro` ci parte davanti al naso. Secoli e secoli, prima che arrivi l'1, dopo che passano il 2, il 3, il 3, il 2 e il 3. Arrivo ad Hudson street per le 18, prendo il mio The Life Pursuit digipack con DVD e mega-libretto pieno di cazzate, 15 $ in saldo al President's Day, e scatto verso le Isolee Virgin, per giungere alle 18:32 e vedere il furgone dei Belle & Sebastian che mette la freccia a sinistra e si immerge nel traffico, per sempre. Nella mia classifica dei gruppi piu` preferiti di tutti, dove al numero 1 sono stabili le Baby Shakes, al penultimo posto scendono i Belle & Sebastian. All'ultimo resta Madonna (ma se la giocano).

L'emancipazione di un Neanderthal: Kid Congo (ah, Coope, non leggere)

Alla sera ci buttiamo sul Tonic con un preciso intento: l'errata corrige al mio ultimo post. Il Tonic e` il locale con la fama piu` sperimentaloide nelle scelte musicali di tutto il Lower East Side; l'arredo e` scarno, i muri scrostati e qualche lucina compongono la scenografia. La vigilia della finale del Festival e` dedicata a Kid Congo (Cramps, Gun Club, Bad Seeds, Mtv Wa-Wa's e altro), che presenta non uno ma due album. Mille gruppi suonano un paio di pezzi, con apertura (o almeno sono i primi che vedo) affidata ai Botanica, che sembrano interessanti e abbastanza movimentati... Cerchero` roba.
Poi e` il turno dei Size Queens, che fanno un po' cacare ma hanno alla batteria il mitico Bob Bert, fondatore dei Sonic Youth con tonnellate di carne e tintura per capelli accumulate negli anni. Ne approfitto per farmi autografare la maglietta vintage dei Sonic Youth, quella che gia` Kim autografo` a modo suo (non e` vero, ma Jacopo puo` capire... gli altri passino oltre). Dopoche` una vecchiazza tirata e ubriaca sale sul palco con Kid Congo e un altro paio di stronzi: e` Julee Cruise, quella della colonna sonora di Twin Peaks, che canta la colonna sonora di Twin Peaks (con sforzo di fantasia) ed un altro pezzo. Etereo, fino all'inquietudine. Ripenso a Bob e alla cugina di Laura che parla al contrario con il nano. Bei tempi quelli. Nella foto a destra, un aspirapolvere.

Dopoche` inizia la festa del bruttisimo Kid Congo Powers (qua a sinistra... aggiungete capello lungo), con reunion dei Congo Norvell (con Jim Sclavunos, Sonic Youth a tratti, Teenage Jesus & The Jerks, Bad Seeds, Lydia Lunch, Dentrolarmadio e altri), in cui lo scimmiesco festeggiante canta e sbraita, gia` brillo (mi vedete? luccico). I pezzi non sono affatto male, tipico post No-Wave meta` anni '80, divertente e rumoroso al punto giusto. Cambio di palco e tocca al gruppo attuale del festeggiato, i Kid Congo and the Pink Monkey Birds, con ospite speciale Thalia Zedek (Live Skull, Uzi, Skarsi). Tutto sommato, non un granche`. Ma a quel punto l'obiettivo vero della serata era stato gia` raggiunto.

Errata corrige al post precedente

Indisturbato in un angolino, contornato da cocktail a meta`, mette su i suoi 33 giri di musica disco anni '70-'80 un personaggio a meta` tra Ian Brown e Michi dei Super-Ok!, che si aggira furtivo tra la gente durante i concerti, con l'aria ubriaca. Lo avvicino per chiedergli del suo libro e quando capisce di cosa parlo (dopo avermi dato indicazioni per la libreria dietro l'angolo), si rinvigorisce e mi abbraccia presentandosi. Sdentato, biascica con alito imbarazzante che il suo libro dovrebbe uscire tra un mese o due. A quel punto, completo la mia missione e supero l'imbarazzo per la figura di nerd. Ma ho promesso, per lo meno a me stesso. Cosi, ottengo dal mancino Ian un sofferto manoscritto ubriaco. Che portero` a chi di dovere. A voi tutti, in anteprima:


Rockaway Beach/Il Mare D'Inverno mashup

Ed infine domenica, un po' per la curiosita` di vedere il luogo immortalato dai Raomnz, un po' perche` il mare d'inverno e` fico, ci spingiamo fino a Rockaway Beach, Long Island. Il sole splende e tenta di scaldare ma il vento alla fine ha la meglio... La spiaggia e` enorme, una distesa sterminata di conchiglie rotte e cacche di cane, qualche vecchio che aspetta la morte e noi. Pranziamo da Ciro Pizzas, che inaspettatamente e` gestito da un vero Ciro di Napoli. Quanti ce ne sono? Lobanovsky process?? rockaway e` un enclave irlandese e ogni vetrina mi ricorda che a breve arrivera` il St. Patrick's day... yum yum.

Al ritorno facciamo tappa a Brooklyn Heights, il posto dove ebbi modo di incontrare Cesare Cremonini e la sua Ballo Band, giusto in tempo per fare qualche scatto mozzafiato (tipo questo qua a destra) e fuggire congelati a Chinatown, per una cena che e` un sogno che si realizza per chi, come me, ha letto l'immenso "Angeli di desolazione" di Kerouac. E con questa perla vi lascio ai commenti.

Wednesday, March 01, 2006

Amato Jacob DeLarge,

vorrai perdonarmi, un giorno, per le terribili facezie che mi appresto ad illustrarTi. Sabato scorso, giornata piu` fredda nella storia del mondo moderno, mi apprestavo a viaggiare fino a brooklyn, raggiungendo la linea L, attraversando il Meatpacking District a piedi, incurante del vento polare.

Armato di macchina fotografica, con pile Energizer nuove (come al solito). Con penna tipo Tratto pen, di quelle che noi mancini odiamo di tutto cuore. Con una pagina, bianca, piegata. Nelle mie tasche ghiacciate. Tutto questo, per te.

Dimentico del mio abbonamento, non pago, pago, due dollari extra per un biglietto che utilizzo a sproposito, salvo scoprire che la linea L sarebbe stata chiusa fino a lunedi. Imperterrito, nel freddo, chiedo indicazioni, arrovellomi su mappe, cerco alternative traiettorie, vanamente, stoltamente. Incappo, infine, inesorabilmente, nella sconfitta.

Niente loft party segreto con i Weird War, niente foto, niente autografo con dedica a te. Feci tutto cio` che potei, ma nulla puote l’uomo innanzi la vastita` della potenza della sfiga.

Imperituramente,
G.