Sono stato assente, c'ho avuto da fare. Eccomi.
To the lighthouse
Alla fine e` arrivata la Fede ed abbiamo deciso di staccare dalla metropoli infognandoci piu` a nord possibile nella valle dell'Hudson. Nelle mie dure giornate di lavoro, navigando senza sosta ho trovato un fantastico bed & breakfast dentro un faro, a Saugerties, vicino a Woodstock, il posto che da` il nome al festival del 1969 che non si e` tenuto li (non chiedetemi perche`). L'unico giorno a disposizione era giovedi 2: il giorno della nuova, bastardissima nevicata. Il faro, ad ogni buon conto, qui a destra.

E cosi, dopo due ore e mezza di pullman sbandante nella neve e mezzora di tassista obeso che mi costringe le ginocchia in uno spiraglio millimetrico, giungiamo al faro. Il ritardo del pullman fa si che arriviamo con l'alta marea, quindi dobbiamo camminare piano piano sul torrente Esopus, sperando che il ghiaccio scricchiolante non ceda sotto il nostro peso... Arriviamo fradici e congelati al faro, dove Patrick il custode ci attende con the caldo (ti amo Patrick). Viste le condizioni meteo avverse, ci rintaniamo nel faro, dove mi dedico alla lettura dei giornali locali. La prima pagina dell'Ulster News e` dedicata a tre ragazzi di Saugerties che hanno fondato una lega di Wrestling ed ogni weekend fanno finta di menarsi per un pubblico di 4-5 bambini, senza ring, con in palio una cintura giocattolo di plastica della WWF. I nomi d'arte sono semplicemente fantastici: Vincent Demented, Max Delirium e Damien (il mio preferito). Guardateli e ridete per sempre (a sinistra).
I Belle & Sebastian mi stanno sul cazzo (tutti e due)Venerdi partiamo, con rammarico, da Saugerties, dove il sole splende ma il vento ammazza. Dovremmo giungere a New York alle 16.30, in largo anticipo rispetto all'incontro con i Belle & Sebastian per autografi e mini-concerto, fissato per le 18 al Virgin di Union Square. E invece. Il pullman parte in ritardo e il traffico impazzisce. Rush hour del venerdi. Gli anni per arrivare a Port Authority, dove il metro` ci parte davanti al naso. Secoli e secoli, prima che arrivi l'1, dopo che passano il 2, il 3, il 3, il 2 e il 3. Arrivo ad Hudson street per le 18, prendo il mio The Life Pursuit digipack con DVD e mega-libretto pieno di cazzate, 15 $ in saldo al President's Day, e scatto verso le Isolee Virgin, per giungere alle 18:32 e vedere il furgone dei Belle & Sebastian che mette la freccia a sinistra e si immerge nel traffico, per sempre. Nella mia classifica dei gruppi piu` preferiti di tutti, dove al numero 1 sono stabili le Baby Shakes, al penultimo posto scendono i Belle & Sebastian. All'ultimo resta Madonna (ma se la giocano).
L'emancipazione di un Neanderthal: Kid Congo (ah, Coope, non leggere)Alla sera ci buttiamo sul Tonic con un preciso intento: l'errata corrige al mio ultimo post. Il Tonic e` il locale con la fama piu` sperimentaloide nelle scelte musicali di tutto il Lower East Side; l'arredo e` scarno, i muri scrostati e qualche lucina compongono la scenografia. La vigilia della finale del Festival e` dedicata a Kid Congo (Cramps, Gun Club, Bad Seeds, Mtv Wa-Wa's e altro), che presenta non uno ma due album. Mille gruppi suonano un paio di pezzi, con apertura (o almeno sono i primi che vedo) affidata ai Botanica, che sembrano interessanti e abbastanza movimentati... Cerchero` roba.

Poi e` il turno dei Size Queens, che fanno un po' cacare ma hanno alla batteria il mitico Bob Bert, fondatore dei Sonic Youth con tonnellate di carne e tintura per capelli accumulate negli anni. Ne approfitto per farmi autografare la maglietta vintage dei Sonic Youth, quella che gia` Kim autografo` a modo suo (non e` vero, ma Jacopo puo` capire... gli altri passino oltre). Dopoche` una vecchiazza tirata e ubriaca sale sul palco con Kid Congo e un altro paio di stronzi: e` Julee Cruise, quella della colonna sonora di Twin Peaks, che canta la colonna sonora di Twin Peaks (con sforzo di fantasia) ed un altro pezzo. Etereo, fino all'inquietudine. Ripenso a Bob e alla cugina di Laura che parla al contrario con il nano. Bei tempi quelli. Nella foto a destra, un aspirapolvere.

Dopoche` inizia la festa del bruttisimo Kid Congo Powers (qua a sinistra... aggiungete capello lungo), con reunion dei Congo Norvell (con Jim Sclavunos, Sonic Youth a tratti, Teenage Jesus & The Jerks, Bad Seeds, Lydia Lunch, Dentrolarmadio e altri), in cui lo scimmiesco festeggiante canta e sbraita, gia` brillo (mi vedete? luccico). I pezzi non sono affatto male, tipico post No-Wave meta` anni '80, divertente e rumoroso al punto giusto. Cambio di palco e tocca al gruppo attuale del festeggiato, i Kid Congo and the Pink Monkey Birds, con ospite speciale Thalia Zedek (Live Skull, Uzi, Skarsi). Tutto sommato, non un granche`. Ma a quel punto l'obiettivo vero della serata era stato gia` raggiunto.
Errata corrige al post precedenteIndisturbato in un angolino, contornato da cocktail a meta`, mette su i suoi 33 giri di musica disco anni '70-'80 un personaggio a meta` tra Ian Brown e Michi dei Super-Ok!, che si aggira furtivo tra la gente durante i concerti, con l'aria ubriaca. Lo avvicino per chiedergli del suo libro e quando capisce di cosa parlo (dopo avermi dato indicazioni per la libreria dietro l'angolo), si rinvigorisce e mi abbraccia presentandosi. Sdentato, biascica con alito imbarazzante che il suo libro dovrebbe uscire tra un mese o due. A quel punto, completo la mia missione e supero l'imbarazzo per la figura di nerd. Ma ho promesso, per lo meno a me stesso. Cosi, ottengo dal mancino Ian un sofferto manoscritto ubriaco. Che portero` a chi di dovere. A voi tutti, in anteprima:
Rockaway Beach/Il Mare D'Inverno mashup
Ed infine domenica, un po' per la curiosita` di vedere il luogo immortalato dai Raomnz, un po' perche` il mare d'inverno e` fico, ci spingiamo fino a Rockaway Beach, Long Island. Il sole splende e tenta di scaldare ma il vento alla fine ha la meglio... La spiaggia e` enorme, una distesa sterminata di conchiglie rotte e cacche di cane, qualche vecchio che aspetta la morte e noi. Pranziamo da Ciro Pizzas, che inaspettatamente e` gestito da un vero Ciro di Napoli. Quanti ce ne sono? Lobanovsky process?? rockaway e` un enclave irlandese e ogni vetrina mi ricorda che a breve arrivera` il St. Patrick's day... yum yum.

Al ritorno facciamo tappa a Brooklyn Heights, il posto dove ebbi modo di incontrare Cesare Cremonini e la sua Ballo Band, giusto in tempo per fare qualche scatto mozzafiato (tipo questo qua a destra) e fuggire congelati a Chinatown, per una cena che e` un sogno che si realizza per chi, come me, ha letto l'immenso "Angeli di desolazione" di Kerouac. E con questa perla vi lascio ai commenti.