Garbagnate - New York City

Name: Gèép

Tuesday, February 21, 2006

Fa un freddo del cazzo!

Alla fine il mio tutor ha scoperto di voler leggere una bozza del mio report sull’edilizia giovedi prossimo, quindi sono costretto a quasi lavorare in questi due giorni. Ma veniamo al weekend, brevemente, che, per l’appunto, c’ho da fare.

Dopo un lungo venerdi di passione, mi ripiglio per la serata e dopo qualche birra si va al Luke & Leroy, dove manca solo il Gazza ubriaco che canta Parklife, ma per il resto siamo al venerdi sera del Plastic. Manca il mod ma compensano ampiamente due asiatiche lesbiche che si scambiano effusioni da film porno in mezzo alla pista. Gin & tonic, gin & tonic, gin & tonic e la serata passa allegramente e io, Linda e Jurie l’imbonitrice coreana ce la zampettiamo fino alle 4 e mezza o giu` di li.

E come ogni serata che si rispetti, arriva la famazza totale che ci devia dentro Pizza Joe’s su 7th Avenue, dove chiedo un trancio di Margherita indicando una Cheese Pizza, ed il tipo mi dice che gli italiani in realta` chiamano Margherita la pizza totalmente formaggiosa e senza traccia di pomodoro che sta due tranci piu` in la. Non si smette mai di imparare.

Ogni persona che sale in metropolitana si sente in dovere di chiedermi se il treno li portera` davvero dove vogliono andare. E` una nuova evoluzione del mio problema con le indicazioni. Il mio sabato da massime sotto zero inizia sul tardo pomeriggio, con un caffe` al Cake Shop, prosegue con Margaritas in un infimo locale messicano e prende forma con una sfiziosa cena a base di salmone, la cui pelle e` tuttora attaccata alla padella in cucina. Quando una bomba atomica spazzera` via New York, sara` ancora li a testimoniare il mio fallimento. Dopo aver recuperato un po’ di gente, porto tutti al Rock And Rare, Meatpacking District, per l'after-gig party dei Black Rebel Motorcycle Club, e ci trovo i Morning After Girls che suonano con Peter Hayes dei BRMC, che` tanto fanno tutti la stessa roba, cioe` i Jesus & Mary Chain, tutti completamente ubriachi, in particolare Nick Jago, batterista dei BRMC, che si aggira per il palco sbattendo il tamburello addosso agli altri... Finche` la tamburellista ufficiale dei MAG non lo butta giu` dal palco. Dove credo sia tuttora. Tamburellista che peraltro e` questa qua:


Devastante. I muri di chitarra mi intrappolano e mi ritrovo, irrimediabilmente, a guardarmi le scarpe. Fico.

La domenica inizia nel migliore dei modi, con tappa da Bleecker Records dove regalano, per il President's Day, i fondi di magazzino dei 45 giri. E cosa ti vado a pescare?


La citta` inizia a rispondermi, forse tutte queste indicazioni volevano solo mettermi alla prova. Avevo assoluto bisogno di un caffe` e girato l'angolo mi ha fermato un tipo con dei coupon per caffe` gratis. Per la serata di domenica l'idea era di andare a vedere cio` che resta dei New York Dolls, ma poi mi e` sembrata una cosa troppo patetica. Rendiamoci conto di come sono messi. Questo e` uno dei New York Dolls:

E questo e` Luca Sardella:


E non provate a dirmi che sono due persone diverse. La serata quindi la passiamo tra locali nel Lower East, Dark Room, bello, Verlaine, bel nome ma locale un po' fuffa, per finire al Pianos per il bicchiere della staffa.

E ieri, lunedi, era festa! Siamo andati al release party del disco degli Arctic Monkeys, aspettandoci folle oceaniche visto l'hype che li circonda... Alla fine, dieci presenze, tutti inglesi e italiani (noi), ma disco a 10 Dollari con in omaggio poster, megaposter, poster di Test Icicles, Clearlake e Orange Juice (casa Connie non sara` mai piu` come prima), cd singolo e sampler della Domino... Ho gia` detto della birra gratis?

...e stamattina sveglia, tirata verso il caffe` e report. Report. Report. Work. Work. Work. Pub. Club. Sleep.

Friday, February 17, 2006

Non fa un cazzo freddo

Non fa un cazzo freddo, Vun: Perugina's kisses

Connie mi ha fornito dei pass per la palestra piu` fica della citta`, la Equinox, chilometri di tapis-roulant, piscina, sauna, shampoo alla menta. L’unico problema e` che ogni settimana devo cambiare leggermente il mio nome, perche` non risulti dagli archivi che ho gia` usato dei pass ed e` ora che paghi, checcazzo. Ci ho anche provato, ma gli attrezzi servono a potenziare i muscoli e non a crearli dal nulla. Al che mi sono gettato in piscina, sperando di trovarci vecchiazze obese intente a verificare se e` vero che la pipi diventa verde, ma ho trovato solo campioni olimpici di stile libero alle prese col record del mondo. Dopo una o due bracciate problematiche, con paura di cozzare contro uno dei delfini, e dopo simulazione di infortunio al gomito, sono fuggito. Definitivamente.

Questo e` accaduto martedi, giorno di San Valentino, festa piu` che mai sentita da queste parti, del tipo che la gente si scambia regali a raffica, anche tra amici e amiche, padre e figlia, vicino di casa e dirimpettaio omosex. Al ritorno dalla palestra, totalmente distrutto nonostante attivita` fisica vicina allo zero, ho eseguito un esperimento scientifico: l’ascolto della playlist Uk del mio Ipod per le strade di Manhattan. In effetti, fa specie.

Cosi ascolto “Just looking” dei Charlatans mentre il metallaro di fianco a me in metropolitana legge Vanity Fair, ascolto “She’s a man” dei Thurman mentre uno mi ferma per chiedermi dov’e` il piu` vicino noodle shop (le indicazioni si fanno ogni giorno piu` sofisticate...), ascolto i Dodgy, "Staying out for the summer", mentre entro nel supermercato Gristedes, inizia “Happy” dei Travis mentre cerco inutilmente i pomodori pelati, addirittura i Northern Uproar mentre il cassiere mi chiede qualcosa che non posso sentire ed io annuisco convinto, mi spingo fino a “Radio speaks” dei Revelino sulla West 4th che mi porta a casa.

Sulle rampe di scale del 523 di Hudson Street parte “Underwear” dei Pulp e non riesco ad evitare di pensare che sia la canzone di San Valentino piu` bella del mondo. Poi entro nella mia casa inclinata, e Connie e` tornata.


Non fa un cazzo freddo, Du: Nel '75 noi c'avevamo Gilda

Il vicepresidente Cheney dopo una bella bevuta ha impallinato un compagno di caccia, si scoprono nuove foto di torture ad Abu Ghraib e gli Stati Uniti, sconvolti, si dividono: il 50% e` scandalizzato per il flirt tra Jessica Simpson ed il cantante dei Maroon 5 ed il restante 50% si masturba col numero speciale di Sports Illustrated dedicato ai costumi da bagno.

Mercoledi e` la gran giornata del ritorno degli Star Spangles, con un disco in freezer da ottobre, un bassista ed un batterista cambiati ed un contratto con la Capitol che non si capisce bene. Quando li vidi suonare nel 2003 il mondo hipster era in fermento nell'attesa del loro disco d'esordio, i concerti una bolgia (che qui, ricordo, significa battito di piedi intenso), perennemente sold-out. Ho macinato il loro primo album, "Bazooka", masterizzandolo a piu` non posso a chiunque (anzi no, e` illegale: ho fatto una copia privata e forse neanche quella) e quindi, cazzo, mi aspettavo grandi cose, considerato anche il luogo dell'evento, il CBGB's.
Il fascino del posto rimane immutato, e` proprio una gran stronzata tutta questa faccenda della chiusura (che avverra`, improrogabilmente, ad ottobre). Valli a capire, 'sti stronzi. Comunque. La prima sorpresa e` che non c'e` troppa gente, anzi non c'e` quasi un cazzo di nessuno... I gruppi d'apertura lasciano il tempo che trovano (i Wired sono i The New Story ma peggio, gli Orange Park sono i Kings Of Leon ma peggio dei The New Story), la selezione a culo dei gruppi in effetti puo` avere il suo peso per le fortune di un locale, anche se si parla del CBGB's.

Gli Spangles, nonostante tutto, partono belli carichi, si vede che e` un bel po' che non suonano, alternano un pezzo nuovo ed uno vecchio (tra cui i classici, "I live for speed", "I don't wanna be crazy anymore", "Which of the two of us...", "Science fiction"), ma la convinzione va scemando perche` la gente non e` per niente partecipe. C'e` piu` pubblico, ed infinitamente piu` entusiasta, al Picchio Rosso a vedere i 128 Krupps (senza nulla togliere a questi ultimi)... L'impressione e` che il loro momento sia andato, per sempre. Peccato, cazzo. Stupido io che mi ero illuso che un gruppo cosi potesse tirare oltre il disco d'esordio. Poveri Spangles.


Non fa un cazzo freddo, Tri: Il mio nuovo gruppo piu` preferito (la parte che Coope non vorrebbe leggere)

Nel cazzeggio in rete che contraddistingue le mie giornate lavorative, ho tirato fuori dal cilindro degli inviti per la prima assoluta di "Date Movie", una specie di seguito di "Scary Movie" di un'ignoranza totale e sconcertante, con gag talmente scontate e terra-terra che rido a crepapelle dall'inizio alla fine.

Appena finisce mi fiondo in metropolitana per raggiungere il Lower East Side. All'incrocio dove dovrebbe esserci il Rothko, c'e` solo un Deli ed anche piuttosto zozzo. Li davanti stazionano quattro R'N'R girls della specie da venerdi sera al Plastic, rigorosamente look dark anni '80 e frangettona d'ordinanza. Il nostro dialogo (trad. libera, come sempre):

"Scusate, sapete dov'e` il Rothko?"
"Si, e` proprio qui dietro... Scommetto che vai li per vedere i Baby Shakes!"
"No, veramente vado per gli altri due gruppi, gli Hong Kong e i Celebration"
"Oh... comunque le Baby shakes siamo noi..."
"Ah. Beh. Insomma, scommetto che siete bravissime anche voi"

...e nonostante l'approccio non se la prendono affatto ed anzi la cantante si dice "innamorata" del mio nome (...mah), mi accompagnano dentro, mi presentano la bassista come se fossi chissa` chi (non ho idea del perche`), mi regalano, nell'ordine, spilla, unica copia del cd, ultima copia del 45 giri. Guadagnandosi, nel giro di pochi minuti e senza alcun tipo di ascolto, il titolo di mio gruppo preferito (non e` difficile corrompermi). E sto parlando di questo, per intenderci.

I gruppi successivi pare siano le band piu` interessanti in circolazione senza un contratto discografico, ed in effetti sono tra le cose migliori che mi siano passate tra le orecchie da quando sono qui. Gli Hong Kong sono gli Strokes con Debbie Harry alla voce e i Celebration sono una via di mezzo tra Siouxsie & The Banshees e Blonde Redhead. Meritano entrambi un ascolto, ma credetemi, le Baby Shakes, cazzo, sono il miglior gruppo del mondo. Ascoltatele fino a far sanguinare le vostre cuffie spoglie di spugnetta. Voi che potete.

(nel corso della serata ho imparato una parola nuova che ho usato a sproposito per ore, salvo poi scoprire che significa "eiaculare addosso a qlcosa, qlcuno"... me l'ha insegnata Tute, l'amico di Jurie la coreana; James Iha degli Smashing Pumpkins ha messo i dischi nel dopo-concerto)

Non fa un cazzo freddo, final reccomendations.

Tutta la vita, Baby Shakes. Ascoltatele. E magari fatemi sapere. Sono curioso.
"Not Getting Better" degli Hong Kong.
"Galaxies" degli Hong Kong, che poi sono loro.
Infine, i Celebration.

Monday, February 13, 2006

The blizzard of '06

Una grossa differenza tra gli Stati Uniti e l’Italia e` che se qui dicono che sabato pomeriggio arriva la bufera di neve, non ci sono cazzi, inizia a nevicare puntualmente alle 16. E non smette fino a domenica pomeriggio, come previsto.

E’ arrivata la bufera del 2006. La piu` grande bufera di neve da quando l’uomo si e` posto il problema di misurare quanta neve cadesse. Oltre due piedi, e di quelli grossi. Gente che scia, slittini, niente macchine.
Vedere per credere.

Tipo che questa una volta era una Vespa parcheggiata in West 10th:



E questa era una macchina, parcheggiata in Hudson Street:



E questo era un Central Park:



Central Park prima del tramonto:



...perche` poi, al momento del tramonto, le pile Energizer della macchina fotografica, cambiate di fresco al mattino, si sono esaurite.

Tra uno svarione e l'altro, tra una culata e una slogatura di caviglia (non avevo proprio pensato di portarmi gli scarponi da montagna...), tra uno sciatore di fondo e un pinguino suicida, riesco a recuperare, dopo vana attesa di 40 minuti, il metro linea 2 sulla 72esima. Troppa vita stanca, e cosi vado a finire, mio malgrado, qui. Con tutti i risvolti etici e cazzi vari.

Friday, February 10, 2006

Tuesday, wednesday, thursday

Al Greenwich Village, il quartiere in cui vivo, se non hai un cane sei totalmente out. La mattina, nel tragitto a piedi tra Hudson Street e la stazione di Christopher Street, incrocio decine di persone con la cacca del cane in mano, mentre educatamente si avviano verso il piu` vicino cestino della pattumiera. Decine di bambini giocherellano mentre vanno a scuola accompagnati dai genitori, passando davanti ad una schiera infinita di negozi di accessori fetish e sadomaso.

Per martedi scorso non avevo programmi, ma a sorpresa sono saltati fuori due biglietti gratuiti per andare a vedere i New York Knicks contro i Los Angeles Clippers al Madison Square Garden, cosi ho potuto assistere ad una partita dell’NBA in compagnia della Connie (a cui il fratello aveva procurato i biglietti... che in teoria costavano attorno agli 80 Dollari l’uno). Gran spettacolo, cheerleaders, popcorn, Chuck Norris, Matilde e Carlotta (cit.).

...e dato che ero in vena di prime esperienze, mercoledi sera sono andato alla Metropolitan Opera House a vedere la mia prima Opera (la prossima sara` il carcere nei sobborghi di Milano), il Rigoletto del buon Verdi. Gli unici biglietti che riusciamo a procurarci sorprendentemente costano solo 26 dollari piu` tasse... Saliamo saliamo, fino a scoprire che siamo nell’ultimissima fila, prima dello spazio in piedi per il bestiame... alzandomi posso toccare il soffitto e nei primi dieci minuti ho la certezza che tutto sta per crollare e moriremo senza scampo... Poi penso ad altro. Alla fine, un’esperienza. Tre ore di opera, con tanto di tenore titolare sostituito per mal di gola tra il secondo ed il terzo atto.

Si cena al Friday’s di Times Square, dove ci fanno lo sconto perche` convinco la cameriera che siamo amici di Jennifer Lopez.

...ed arrivo a casa come al solito ad orari improbabili, mi sveglio a fatica, frastornato dribblo i bambini sadomaso e i raccoglitori di cacche per recuperare secondi buoni per prendere un litro di caffe` da Starbuck’s qui davanti, e letteralmente fare colazione da Tiffany mentre cerco di non entrare in ufficio in ritardo.

E ieri sera, per non farmi mancare nulla, sono andato con la Linda a vedere i Supergrass alla Webster Hall, teatro riadattato a locale, bellissimo, capienza media, tipo Rolling Stone. Il gruppo di supporto, Pilotdrift, non merita menzione. Finita la birra decidiamo di avvicinarci un po' e senza alcun tipo di fatica arriviamo sulla transenna! Incredibile. Unico a lamentarsi il nanerottolo frangiato dietro di me ("Come on... I can't see anything... my favourite band" a cui rispondo con un pacato ma eloquente "Sorry"). Sono talmente vicino che Gaz Coombes, il cantante, e` grosso cosi:



...e diciamo che come sex symbol un po' perde. Partono in acustica, con chicche tipo la rivisitazione soft di "Caught by the fuzz", poi tirano per tutto il concerto, rallentando qua e la, stravolgendo alcuni pezzi, tipo "Mary", proponendo canzoni dall'ultimo e i classici (tranne, prevedibilmente, "Alright"), sudano come i porci, rivelando il vero significato dell'imponente frangia (ovvero, riportino... tipo un famoso DJ di un famoso locale notturno milanese), si vogliono bene, si danno completamente, si divertono e ci divertono. O almeno divertono me e Linda: il pubblico americano non riesce a spingersi oltre al movimento della testa come massima espressione d'entusiasmo. Un tipo inglese balla e si agita un po' e per poco non si scatena una rissa. Per dire. Ancora loro:



E questa mancanza totale d'ignoranza mi fa sentire lontanissimo dall'Italia, senonche` con una mancia da un dollaro ad un cameriere riesco a gabbare centinaia di persone in fila per la giacca e questo mi fa sentire a casa. Stamattina, cacche fetish caffe`. Appena in tempo.



Bollettino meteo: freddo totale e neve in arrivo.

Monday, February 06, 2006

Fine settimana

Connie e` stata a termini di legge tecnicamente scomparsa fino a ieri pomeriggio, quando via email mi ha spiegato che si trova a Long Island per farsi fare un impianto in bocca. Potrei suggerirle qualche buon fonico per gestirlo.

La fame fa brutti scherzi ed uno di questi e` il sugo che mi sono preparato venerdi, con pomodori pelati perche` spuntano gia` cosi dale piante, cipolla che non fa piangere quando la tagli e aglio che non scaccia i vampiri, tutto rigorosamente transgenico. Il risultato va oltre le previsioni piu` ottimiste o piu` ottimistiche come direbbe uno intelligente.

Tutto il 523 di Hudson Street e` in subbuglio: i miei dirimpettai ricchioni si sono mollati, ho potuto intuirlo in diretta quando i muri di compensato hanno iniziato a spostarsi di una spanna alla volta ed i pavimenti, gia` in pendenza, hanno iniziato a scricchiolare. Fin qui, pensavo alle solite effusioni. Poi uno dei due e` stato cacciato in corridoio ed ha iniziato a piangere. Ho serrato le porte ed indossato la mia muta da palombaro. Pare che ci sia gia` un altro. O almeno, cosi dice Connie (…e, a scanso di equivoci, l'altro non sono io).

Ad ogni buon conto.

Venerdi sera, alla fine, sono andato al famoso Fontana's di cui in precedenza. Piano sotterraneo con musica dal vivo, al piano terra bar con proiezioni e jukebox, piano rialzato per vips (che nella settimana della moda significa modelle e papponi… Billionaire de’ noantri). Molto carino, ad ogni modo.

Sabato, giro per le gallerie di Chelsea. Un sacco di roba figa, tipo una galleria completamente occupata da un’installazione composta da disegni geometrici e foto truculente di corpi umani straziati da incidenti, guerre e cazzi vari. Roba da 10 e tre pallini, ai tempi di Meda. Altre cose interessanti, una stanza occupata da limoni giganti con zampe di funghi che fanno la fila per salire su una scala e buttarsi giu` (vedi foto). Comunque.

Serata che inizia con un pollo influenzato al curry, in compagnia di Linda e della sua amica coreana Jurie, imbonitrice telefonica/pusher illegale di vino. Gran personaggio. La mia idea era di dedicare la serata al noise estremo del batterista sperimentale William Hooker, al Pianos con uno dei Mission of Burma e –pare- con Lee Ranaldo dei Sonic Youth.

…Ma si devia al Cake Shop, altro locale di super tendenza, con musica dal vivo eccetera (anche se qui Jeff Buckley non ha mai suonato… ma solo perche` e` morto prima dell’apertura). Gran bel posto, con tanto di negozio di dischi e pasticceria incorporate. I due gruppi che ascoltiamo sono fichi, ma non posso dire di piu` perche` poi Coope (o chi per lui... in ogni caso, firmati, stronzo!) caga il cazzo. Se siete curiosi, spulciate i link.

Dopoche` ci trasferiamo nel sontuoso Cabala, locale superaffollato con musica latino-americana a due passi da Cake shop e Pianos. Linda si immerge in conversazioni con un’amica italiana incontrata li, Jurie viene arpionata da Jorge, un peruviano nano che la trascina in danze bollenti, con struscichi, piroette e movimenti sinuosi (uno spettacolo davvero fantastico!) ed io vengo richiamato dalla domanda esistenziale “Lee e` Li?” e fuggo al Pianos, per scoprire che Lee, alla fine della fiera, non e` li. Ma sono solo dall’altro lato della strada (e non sull’altra sponda, nonostante i dirimpettai).

E quindi torno al Cabala ed il numero di consumazioni cresce, considerato anche che il DJ continua ad offrire cocktail a Linda con chiari intenti, ed i cocktail mi finiscono irrimediabilmente in mano, quindi tutto sommato riesco addirittura a divertirmi e forse ballo anche un po’, ma non posso metterci la mano sul fuoco.

Continua a diluviare, ed il metro` alle 4 e mezza e` talmente pieno che devo farmi un paio di vagoni per sedermi (ma uno dei due non era neanche male).

Domenica, che poi era l'altro giorno, non piove e quindi mi fiondo a Chinatown per la sfilata del Capodanno cinese. Un gran delirio di draghi, coriandoli, cantanti osceni e lottatori di kung fu che si spaccano bastoni sui maroni, deliziando la folla. Riesco a scroccare un te’ verde come le mie tasche. Ma folla, inevitabilmente, significa indicazioni: vengo assalito da un gruppo di vecchi francesi, che indirizzo verso Chinatown parlando in francese, un gruppo di portoghesi, che mando volutamente dalla parte sbagliata in spagnolo, e miriadi di americani, a cui rispondo, con accento svizzero, “non zono diqui”.

Coope, ora smetti di leggere.
I link:
The Soft
The Other Passengers

Coope, ricomincia a leggere.

Ieri sera ho guardato in TV "Beauty and the Geek", un programma in cui dieci strafighe vengono fatte accoppiare con dieci supersfigati secchioni. Dopo dieci puntate di reality, le strafighe posano su Playboy e gli sfigati decidono che forse non devono piu` tornare al liceo con un fucile per uccidere tutti. Invece, gli altri sfigati che guardano la trasmissione pensano che potevano essere accoppiati alla strafiga che c'e` su Playboy ed il giorno dopo vanno a scuola e fanno un casino, a meno di selezioni per la nuova serie.

Non sono molto furbo

...in effetti mi chiedevo come mai nessuno commentasse piu`. Poi mi sono reso conto dell'opzione "moderate" che blocca i commenti.

A questo punto, galvanizzato dalla visione, potrei anche parlare dell'ultimo fine settimana. Anche perche` la mia giornata lavorativa (tra un "Can I speak with Mister Heaten?" "No" tu tu tu tu ed un contatto deceduto) mi ha gia` fin troppo stancato.

Ho pronto un post sul weekend passato, ma voglio condirlo di foto ed adesso non si puote. Domani, forse.

Friday, February 03, 2006

Quello che ho fatto oggi al lavoro

"Si?"
"Salve, chiamo dalla Camera di Commercio Italiana a New York. Stiamo verificando i contatti per inviare materiale via email riguardante la fiera del vino di Milano... mi risulta che la signora Lilly non lavori piu` con voi, potrebbe darmi un nuovo referente?"
"La signora Lilly e` morta"
"Oh. Mi dispiace."
"Si."
"..."
"..."
"L'email la mando a lei? Non le interessa?"
"No"
"Ah."
"..."
"..."
"Beh, grazie"

(tradotto liberamente dall'inglese)

Mercoledi, giovedi

Continuo ad esplorare locali con musica dal vivo. Mercoledi sera sono andato alla Knitting Factory, dove in passato suono` anche Jeff Buckley, centro culturale gestito da gentaglia tipo Lydia Lunch. Headliners Love As Laughter, alla prima data live dopo una fulminea separazione durata pochi mesi. Il cantante e` stonato ma l'ultimo disco resta bello. Timpani distrutti da TK Webb, figlio segreto di J Mascis che apre il concerto, seguito a ruota da quello che Rui Costa del Milan sarebbe diventato se avesse bevuto un litro di birra al giorno dagli otto anni in poi: Miguel Mendez (anche lui in orbita J Mascis, come produzione e collaborazioni varie). Tutto sommato performance divertenti, foss'anche solo per le somiglianze.

Ieri sera, dopo copiosa cena italiana condita da Sugo al Basilico Barilla (da non confondersi col sugo Buitoni...), deviazione per il Fat Baby. Nella storia recente dei locali piu` cool del momento, il Fat Baby ha sostituito il Pianos qualche mese fa, per essere poi soppiantato dal Fontana's, ma e` storia dei giorni nostri (anche perche` ci dovrei andare stasera). Sono veramente nella scena, ragazzi. Sto con la gente cool. Sono fico.

Si diceva del Fat Baby: buon posto, si riesce addirittura a bere una birra seduti su comodissimi divani zozzi. I gruppi pare siano tra le promesse piu` promettenti tra tutti i promettitori del momento... The Fatales aprono, rimbalzano tra i Radiohead di The Bends e quelli di Amnesiac, con deviazioni sui Joy Division e un odore acerbo di giovane inesperto. Ma ci sono margini. L'attrazione della serata, i Saints & Lovers, ha piu` personalita` ma ricorda i Keane (Jacopo: non cagarli manco di striscio) ed alla lunga scassa le palle.

Oggi piovono gatti e cani. Giusto in vista del weekend. La Connie e` stata via anche stanotte. Ho preso The Good Life, nuovo libro di McInerney, col 25% di sconto e l'autografo dell'autore: io amo Strand bookstores.


Lincs uebsaiz:
Miguel Mendez da non confondere con Miguel Mendez
TK Webb
Love As Laughter
Saints & Lovers
The Fatales

Wednesday, February 01, 2006

Flu

Sono passato al contrattacco. Ogni volta che capto l'intenzione di chiedermi un'indicazione, anticipo chiedendo dove si trova la prima via dietro l'angolo. Sentendomi rispondere, di solito, "non ne ho idea".
La gente in metropolitana a New York puo` ricordare ad un occhio superficiale quella di Milano. Tutti si fanno i cazzi propri, si cercano le disposizioni piu` lontane possibili e si evitano gli sguardi. La differenza e` che qui e` palpabile la voglia di schiudersi alla prima occasione, al primo sguardo, alla prima parola, nascono conversazioni, chiaccherate, perche` e` quello che tutti sperano che accada, da un momento all'altro.

E quando accade, di solito nelle ore meno affollate, hai la sensazione di trovarti nel posto piu` straordinario dell'universo.