Garbagnate - New York City

Name: Gèép

Friday, April 14, 2006

Il post che non riesco a scrivere o L'ultimo post

Arriva l'ultimo weekend, venerdì saluto tutti i colleghi, "yanow, se capiti di qui, eccetera", poi corro a St. Mark's Place per farmi fare le scarpe più belle del mondo da un russo, rincorro regali, ceno veloce e poi vado da Linda, preserata classico con Budweiser, vino rosso e tutti i protagonisti al completo, poi Tuti e Juerie abbandonano, inspiegabilmente, e ci ritroviamo al Luke & Leroy, teatro di tante battaglie, tipo il furto dell'Ipod di Juerie la notte che poi diventò giorno e si spostò a Boston, e si balla, con la Learda sempre più ubriaca giro dopo giro, con magliette degli Ark che ci vengono sbattute in faccia dal DJ, che il Pisello Bello va a corrompere per avere una maglietta, e poi si scopre trattasi di John Cameron Mitchell, fin troppo affettuoso ma la cosa non mi sorprende più, uno che andrà a Cannes a presentare un film, per dire, poi pizza da Joe's, e trascino la Learda, che deve dormire da me, davanti alle vetrine dei tatuatori ancora illuminate, per la West 4th, per Christopher Street, dormiamo al volo ma ci svegliamo immediatamente, per andare al Moma a vedere un documentario sui Sonic Youth, diluvia e siamo in ritardo e quindi si prende un taxi, ma c'è un traffico assurdo e decidiamo di farcela di corsa, venti blocchi sotto il diluvio, sulla sesta strada, insieme alla parata degli scozzesi, che attraversiamo illegalmente tre/quattro volte, innervosendo la sicurezza, per poi arrivare zuppi alla fine del documentario, ma poco importa, c'è appena il tempo per un self-service cinese, prima di andare a Brooklyn a casa della zia di Pisello_Bello per una festa d'addio a sorpresa, piena zeppa di italo-americani, statuine di ceramica, cibo farcito di aglio, musica italiana alla Toto Cutugno con remix dance primi anni '90, terribile ma sociologicamente interessante, iniziano le riflessioni ma le rifuggiamo, tutti, poi ci spingono verso un club da cui esce musica poco rassicurante e quindi deviamo in extremis in un bowling, dove non vinco ma dignitosamente giungo alle spalle di Juerie, implacabile negli strike, poi si torna a Manhattan e si va all'Annex, dove si balla finchè il DJ non viene costretto a tagliare ma ci regala, contro le volontà dei buttafuori, un ultimo, eroico, "be my baby", che chiude le danze, prima del delirio domenicale, a rincorrere gli ultimi regali con la Learda, poi con Linda e Juerie, con deviazione al Motor City, dove mi aspetta Claudia delle Baby Shakes per salutarmi, offrirmi drink su drink, e dopo il lungo aperitivo andiamo di nuovo a Brooklyn, ma a casa di Andrea, che ci prepara maccheroni al ragù, con vino, e la squadra è al completo, manca solo Tuti, la serata scorre a velocità folle, come tutti questi tre mesi, e ci ritroviamo sulla metropolitana F, tutti scendono a 2nd Avenue, tranne me, io proseguo fino a West 4, e così a 2nd Avenue saluto tutti, uno per uno, finchè il treno, inaspettatamente, riprende velocità, inizia a sbandare a destra e sinistra, aumenta ancora di velocità, riesco ad allungare la mano e a prenderli al volo, tutti quanti, una catena umana, proprio nel momento in cui il treno si stacca dalle rotaie e prende il volo, svolta a destra e sorvola l'East River,

Wednesday, April 05, 2006

Formed a band, we formed a band. Evincine che non era l'ultimo post.

E vinci ne. Non perdere.

Art Brut live at Bowery Ballroom

Quella cicciona obesa di Connie mi ha finito sia la Nutella sia i Pop Tarts al cioccolato, a tradimento, e stamattina mi sono dovuto mangiare il suo amarissimo burro di arachidi, in frigo da sempre. Hai voglia a fare la cazzo di agopuntura, se poi sei cleptomane con qualunque cosa abbia un minimo contenuto zuccheroso. Bitch.

Oggi e` il mio penultimo giorno di internship ed ho ricevuto precisa minaccia di morte nell'eventualita` in cui non dovessi riuscire a finire il mio entusiasmante report. Quindi mi tocca, udite udite, lavorare. Almeno mi passa. E grazie a Dio e` giunto l'espresso.

Il tempo fa ridere, io mi sono rotto il cazzo dell'inverno da un po' e di conseguenza esco di casa spavaldo senza cappotto. Tipo ieri. Quando a meta` mattinata ha iniziato a nevicare. Di brutto. Poi ha smesso, e` spuntato il sole.

Il cantante degli Art Brut e` raddoppiato rispetto al concerto di Torino dell'estate scorsa, ma lo homour e` rimasto intatto... Tutti i testi sono modificati, adattati a New York, aggiornati. Tipo Emily Kane: pare che proprio nella mattina di martedi la signorina in persona abbia lasciato un messaggio in segreteria al novello buzzone. Nella foto, il finto camino di casa Connie (me la pagherai per la Nutella, stronza).

Di fianco a noi una coppia di gay si struscia e fin qui tutto bene. Quando uno dei due prende la mia mano, scambiandola per quella del fidanzatino, le cose iniziano a precipitare.

Gruppo di supporto i Ponys che, per chi non lo sapesse, hanno fatto un gran disco che si chiama "Celebration Castle". Tanto per gradire, "Glass Conversation". (messaggio di servizio: Ob1, mettila nella compilation al posto di uno dei link fuffa)

Dovrei finire il report proprio adesso

Anche perche` ieri il capo ha cacato i verdoni ed ha pure offerto il pranzo da Alfredo, quello che ha inventato le fettuccine Alfredo, per intenderci. Fettuccine, fritto misto alla romana, bistecca T-bone enorme, torta di finocchi (me li ritrovo ovunque) e cioccolato. tutto buonissimo, o almeno credo, dato che in mattinata mi ero ustionato la lingua con l'ennesimo caffe` (e tuttora non sento i sapori... se escludiamo l'amaro del burro di arachidi... bitch).

La foto l'ho scattata all'incrocio tra Essex e Houston. Comunque.

Il capo della Camera di Commercio e` un tipo sui sessanta, romano, con due passioni ampiamente condivisibili: il vino bianco a spezzare il pomeriggio, e le cazzate. Fu cosi che un giorno un socio della Camera, eminente esponente di quell'accozzaglia di minchioni che e` il Rotary, voleva regalargli un libro sull'abolizionismo e lui l'ha rimbalzato a me, dicendogli che stavo preparando una tesi proprio sull'argomento. Non ho avuto il coraggio di smentire, vista la gioia con cui il rotariano mi donava il libro.

Ad ogni buon conto, a Strand Bookstore mi hanno dato ben sette dollari per il mattone sulla schiavitu`. Reinvestiti, piu` contante in abbondanza, in altri due volumi. Per la precisione questo:

E questo:

Ieri sera ho trascinato la Learda e Juerie a vedere "The devil and Daniel Johnston", il documentario sulla vita dell'artista fuori di cotenna di cui importanti esponenti della nuova ondata rock'n'roll hanno in precedenza disquisito qui. Il film, com'era prevedibile, e` una figata. La Learda si e` addormentata dopo un minuto e venticinque. Dopo il film, a danzare al Sapphire, proprio dietro l'angolo. Le ore si fanno piccole, ma poi aumentano di nuovo, rassicurandomi.

Come si diceva, e` giunto l'espresso. Ne usufruisco nuovamente, proprio adesso, prima di mettermi al lavoro. Perche` oggi lavoro.

Monday, April 03, 2006

Gli ruba il pesce

Dovevano esserci delle foto ma non funziona piu` il cavo USB. Non arriverete mai fino alla fine del post. Ma vi perderete la parte migliore.

Richard Ashcroft live at Webster Hall

Giovedi scorso dopo il lavoro, sulla strada per Columbus Circle (dove io, Chiara e Annie prendiamo la metro), un tipo nero, in maglietta bianca (dettaglio fondamentale), ha iniziato a seguirci. Mi stava attaccato alle chiappe, letteralmente. Di primo acchito (e` da tre mesi che cerco un modo di usare questa espressione) ho pensato che volesse incularmi il portafoglio, poi ho visto che se mi fermavo si fermava, se attraversavo attraversava e via dicendo: ergo, voleva cagare il cazzo.

Al che siamo entrati in un bar, ed il tipo ("ed" e non "e") si e` seduto al tavolo con noi. C'e` da specificare che aveva un'aria poco rassicurante, bavetta alla bocca, sguardo torvo e una mano in tasca. A tenere chissa` cosa. Tipo, un cd dei Super-Ok! da farmi autografare.

Ci fissiamo.

A lungo.

Al che, o si limona, o chiariamo la situazione.

"Are you following us?"
"Yes".

"MMM... why?"

Al che il tipo blatera qualcosa e capisco che si tratta o di un fattone o di un cerebroleso. Il problema e` che entrambe le categorie negli USA possono acquistare una pistola. Gli dico che o si leva dal cazzo, o dovro` avvertire il capo del locale. Non si leva dal cazzo, avverto il tipo del locale, il quale gli dice che o si leva dal cazzo, o dovra` chiamare la polizia. Non si leva dal cazzo, arriva la polizia.

E in un tripudio di micette, il cagacazzo viene portato via. Fine della storia.

E questa era la mia recensione del concerto di Richard Ashcroft.

Dall'altra parte dell'oceano, in quel mentre, i Super-Ok! davano spettacolo buttando giu` i muri della Blues House di Milano a sberle di Rock'n'roll... Andate qui e scaricate, se ancora non l'avete fatto. Subito.


The Spinto Band live at Mercury Lounge

Venerdi a pranzo riesco ad infilarmi in un mega-ricevimento per il capoccia di Poste Italiane, roba da 200 Dollari a cranio, sulla cima del Rockefeller Center, con vista clamorosa (ho intravisto la torre 1 del Quartiere Quadrifoglio). Menu a base di caprese e cotoletta alla milanese, davvero spettacolare... Ridendo e scherzando, e` tre mesi che mi cucino solo ed esclusivamente pasta Barilla con sugo Tomato & Basil Bertolli, con varianti affidate al burro salato e al peperoncino... Olio cretese comprato all'ingrosso da Connie, bistecca, talvolta un pomodoro. Budino Swiss. Budweiser. Anche solo un cappuccino, mi renderebbe la vita diversa.

Sono addetto all'accoglienza dei giornalisti e la rappresentanza di RAI Corporation e` affidata nientemeno che al Pisello in persona... Non riesco a trattenermi e gli rido in faccia. Il cameraman e` un altro amego mio: nel bel mezzo del servizio, trasmesso in tutto il mondo da RAI International, c'e` una panoramica che segue un giovane, elegante ed affascinante manager, che attraversa tutta la sala, fingendo di salutare tutti quelli che incontra, con passo affabile ma deciso. Quel manager chiaramente songhe ie. Il vino viene ricaricato senza neanche chiedere e in men che non si dica io e il mio tutor ci imbattiamo nella ridarola piu` spinta, nel bel mezzo dell'intervento del signor Poste Italiane. La mia giornata lavorativa finisce ufficialmente quando ci imbattiamo nell'incustodito tavolo dei super-alcolici.


E alla fine arriva la Learda

Sabato sera si rimbalza tra un Wine Bar e l'altro, dopo essere stati rimbalzati da una festa con free drink ad inviti, solo perche` non avevamo l'invito e siamo arrivati dopo la fine della festa... Dannati yankee. Alcuni volevano tirarci dentro il Crobar ma siamo riusciti a fuggire sapientemente.

E cosi arriva la domenica piu` bella della storia delle domeniche e mi ritrovo a girare in maglietta per la citta`, in cerca di acquisti commissionati (proprio da voi, amati commentatori) e col chiaro intento di produrre melatonina, a scopi terapeutici. Con Juerie e Linda ci imbarchiamo nella traversata di Manhattan, partendo dal Lower Esast Side, risalendo per 2nd Avenue, con tappa a St.Mark's Place, per poi passare da Astor Place, scendere giu` in University Place, attraversando Broadway, per buttarci al sole nel parco di Washington Square. C'e` un delirio di gente che suona, svaccati nel prato, e per la prima volta in tre mesi, mi rilasso, si io mi rilasso. Per qualche minuto. Mentre bevo un caffe` al sole, nella Repubblica Indipendente di Washington Square.

E alla sera arriva la Learda, amicone dell'Universita` che inizia uno stage alla Equinox di Columbus Circle (la palestra dove tanto tempo fa andai a far sfoggio della mia atleticita`). E la settimana si preannuncia delirante.


Stanotte

Per concludere in bellezza, ho sognato che la Learda era a casa mia e Connie si avvicinava e mi chiedeva "quando se ne va la Learda che devo scoreggiare? Ma tanto che me frega... le ho gia` fatte silenziose!". Io credo che un sogno tanto malato sia soltanto riconducibile a turbolenze estreme provenienti nottetempo dal letto di Connie. O forse e` colpa di quel commovente discorso che ho ascoltato ieri su Internet. No, davvero, il balletto finale era una figata. Quando alla fine mi ha indicato, mi sono commosso. Io credo ancora nel nostro grande sogno. Non sono mica un coglione. O comunque, tecnicamente non lo potro` essere. Torno l'11 mattina.

Friday, March 31, 2006

First true

Non uno

Mercoledi, direttamente dopo il lavoro, sono andato ad un concerto benefico dei Gomez in una libreria a Soho. Sono arrivato con largo anticipo per trovare posto vicino al palco ed in effetti alla fin fine in fila c'era solo un tipo sui 40, capelli brizzolati, panza, maglietta dei Gomez. All'apparenza, uno sfigato totale.

Fatto sta che il tipo, super eccitato per il concerto, finisce per attaccare bottone. Cerco di non dargli troppa corda finche` non mi parla di sua moglie (dato che a New York non ho ancora conosciuto un essere umano maschio eterosessuale, handicappati inclusi). Mi spiega che i Gomez sono il suo gruppo preferito, che e` li da ore per essere sicuro di essere davanti e via dicendo... Finito il soundcheck, i Gomez escono e ci facciamo una chiaccherata... o meglio, il tipo, Jonathan, li bombarda di domande (del tipo "e` vero che stai per sposarti?", "come mai hai tagliato la barba?"... robe di questo tipo), i Gomez sono fin troppo disponibili, gli firmano anche le mutande e io sono costretto a scattare decine di foto.

Comunque. Aprono le porte e naturalmente siamo in prima fila. I Gomez suonano alla grande, il tipo ha una voce incredibile e se fossi in voi darei una chance al nuovo disco, "How we operate", perche` tutti i pezzi nuovi mi hanno fatto un'ottima impressione. Jonathan canta tutti i pezzi a memoria, si esalta all'inizio di ogni singola canzone e quando uno dei Gomez chiede una birra, corre al bar e gliela compra di tasca sua. Mai visto un quarantenne tanto appassionato. Alla fine, un tipo in gamba, con una passione sfrenata, totale, incredibile per la musica dei Gomez. Ritiro lo sfigato totale, cazzo. Genuino.

Il concerto finisce e si procede alla lotteria benefica. I biglietti costano 5 dollari (come una birra da Cake Shop... il che mi spinge a non partecipare) ed in palio c'e` una chitarra acustica autografata dai Gomez. La gente inaspettatamente si ammazza per comprare i tagliandi, si va avanti mezz'ora a vendere gli ultimi biglietti, alla fine nell'urna ci sono una cosa come 300 biglietti con su il nome dell'acquirente (oltre al numero). Jonathan nel frattempo e` corso dai Gomez a far loro i complimenti per la performance, io sono al bar a comprare un caffe` e la band si prepara a salire sul palco per i bis. Tutto questo mentre il presentatore dell'evento, sul palco, finalmente mescola i tagliandi nell'urna, apre il bigliettino e legge il nome.




Jonathan.



E io non sono uno che si commuove facilmente. Ci tengo a precisarlo.

Monday, March 27, 2006

Nikki Sudden e` morto

Sabato notte. Cazzo.

L'usuale post del lunedi

Essendo oggi martedi. Svolgimento.

Plin plin plin plin

Venerdi nel dopolavoro c'era un concerto benefico alla Knitting Factory. Benefico non si sa bene per chi, sta di fatto che suonavano due stronzi dei Nada Surf, Charles Bissell dei Wrens, Will Sheff degli Okkervil River e i Man Man.

E di per se` e` una figata, perche` se un annetto fa avessi dovuto scegliere due gruppi da vedere dal vivo, conscio delle possibilita` nulle di vederli in Italia, avrei detto Wrens e Okkervil River. Poi alla fine gli Okkervil River erano addirittura venuti a suonare al Jail di Legnano, ma l'audio faceva cacare e non avevano fatto "It ends with a fall", una delle canzoni d'ammore piu` bellissimissime che l'Homo Sapiens abbia mai scritto.

Aprono le danze i due dei Nada Surf (in acustico, chitarra piu` percussioni), sciorinano 7-8 pezzi, da "Blizzard" a "Concrete Bed" fino all'inedito della situa, "I like what you say" (che per la cronaca e` un gran pezzo). Il clima e` molto familiare, o per dirla in parole povere siamo quattro gatti. Il cantante racconta anche un aneddoto, cioe` quella volta che gli occhiali si erano rotti e non avevano piu` le stecche ed aveva dovuto aspettare lo stipendio per comprarli nuovi, ed in ufficio gli avevano detto che pensavano...

Uuoah. Viene finalmente il turno di Charles Bissell dei Wrens, solo con chitarra elettrica, alla Alex Britti si registra, si sovrappone, alla fine si fa una base di dieci chitarre e ci canta sopra pezzi da Meadowlands e Secaucus. Se non sapete di cosa parlo, aprite il vostro cazzo di programma per scaricare e aggiornatevi. Un assaggio, tanto per gradire.

...e dopo 6/7 pezzi Charles Bissell invita sul palco Will Sheff degli Okkervil River, e suonano insieme "Ex-Girl Collection" dei Wrens, con Sheff alla voce, dopodiche` inizia un arpeggio che conosco, la mia pelle reagisce prima del mio cervello, i peli delle braccia si induriscono, potrei lavarmici i denti, e Charles Bissell attacca a cantare "wish I could remember why it mattered to me..." ed e` uno di quei momenti che ti fanno essere in pace con Dio, che danno un significato a tutto e che solo delle cazzo di note musicali possono creare. L'unica nota dolente: tre ragazze che abbozzano una discussione ubriaca, troncata da un mio perentorio "shut up", seguito da sguardo assassino di una di esse. Che poi, come nelle migliori sit-com, rivelasi essere non solo la fidanzata di Charles Bissell, ma anche l'organizzatrice dell'evento. Ehm.

Will Sheff prosegue poi da solo, con pezzi di Okkervil River e Shearwater (l'altro suo gruppo), per concludere con "Okkervil River Song".

Omissis h. 9.00pm-6.20am

Sabato sera Juerie e` a vedere gli Arctic Monkeys alla Webster Hall, dalle 9 alle 9 e 45, dopodiche` raggiunge me e Linda al Rothko dove suonano i Lolita Bras ad aprire le danze ai Joggers, virtuosi di Atlanta, con microfono fischiante che non si riesce ad identificare. Dei Lolita Bras ho gia` detto, sono tra i meglio gruppi della scena. Suonano anche i Georgie James, con un interessante organetto che riempie il sound. Il concerto e` sold-out alla faccia di quegli sbruffoncelli di ragazzii inglesi che hanno tutto da imparare dai padri della scena.

Omissis 12.30am-4.30am



I miei lavori domenicali (manca solo che faccio il chierichetto)

Domenica terza lezione di italiano con Shino (l'immagine e` il primo risultato per Shino in Google), a cui insegno le preposizioni, il passato prossimo, i pronomi personali, i dimostrativi... finche` stremata invoca la fine delle ostilita` e mi chiede di finire prima. Dopoche` vado dalla Linda, che dorme ancora (e vorrei ben vedere: sono le 4). Mi apre la porta la Juerie che ha dormito li e si appresta ad essere intervistata dal Pisello, collega di Linda in RAI, che deve realizzare un servizio sui luoghi preferiti da americani scelti a cazzo... E Juerie con scarso sforzo di fantasia sceglie il Cake Shop. Il Pisello giunge dopo poco, armato di videocamera ma senza cameraman. E quindi, mi tocca (cioe`, non il Pisello... intendo dire lui... uh strada senza uscita... cambiamo paragrafo).

Le uniche indicazioni che ricevo sono "riprendi lei e non me", quindi zoommo in continuazione sulla faccia del Pisello che mi tira calci fuori dall'inquadratura, poi passo a Juerie, che mi lancia labiali inequivocabili (i piu` gettonati, "I hate you" e "fuck off") mentre io me la rido ascoltando le domande assurde a cui e` costretta rispondere ("if Cake Shop was a feeling, what feeling would it be?" e cagate del genere).

Il weekend finisce con un mio Ipod DJing a casa di Linda, con Linda stessa, Juerie e Tute che danzano per smaltire birra e delivery messicano, sulle note della mia sapiente selezione (highlights: "Tropical" dei Super-Ok! e "Mirror Kissers" dei Cribs)... Si fa tardi, in un modo o nell'altro. Questo e` stato il mio weekend.

Friday, March 24, 2006

All of a Sudden

Ma siamo comunque, ridendo e scherzando, agli sgoccioli. L'ho capito quando il capo e` venuto da me a chiedermi "Cos'hai fatto in questi tre mesi yanow?" perche` deve redigere, e non redarre, il rapporto finale sul mio stage. Dopo minuti di silenzio, in cui pensavo caffe`... email... caffe`... blog... un po' di Messenger... caffe`... lavarsi la faccia al cesso... Reese's tortine al burro di arachidi... caffe`... e via dicendo, mi e` tornato in mente il famoso report (disponibile, su richiesta, in formato .doc). E via via, tutto il resto.

Ad ogni modo. Ieri sera, su invito di Mary e Judy delle Baby Shakes, sono andato a vedere Nikki Sudden al Fat Baby. In teoria dovevo andare li per vedere gli Electric Shadows, amici delle Babys, ma avevano appena finito... Si beve qualche drink, senza cacare troppo lo stonatissimo ma - hey - cool! Nikki Sudden. Il cantanto degli Electric Shadows e` particolarmente simpatico e mi spiega che si chiama Murrat, come le "Italian cigarettes but without the I". Judy delle Baby Shakes, dopo vari shot di tequila, e` in condizioni pietose e vaga per il locale inciampando in ogni ostacolo immaginabile e trovandone di nuovi quando non ce ne sono.

Ma comunque. Nel contempo, a casa Connie, si consumava la tragedia. Il vicino ricchione, disturbato, non si sa bene perche`, dai rumori provenienti dal nostro appartamento (la fonte dei rumori e` motivo di illazioni spiacevoli), chiamava i poliziotti dicendo che una donna era svenuta nella casa vicina alla sua. Arrivavano un'ambulanza e 5 (...5!) poliziotti che intimavano a Connie di aprire la porta oppure l'avrebbero sfondata. Connie, che si cacava in mano, ha avuto la brillante idea di dire ai poliziotti che suo marito (cioe`, io) stava per tornare a casa... Alla fine, i poliziotti se ne sono andati, dopo un brillante "se e` sicura di non essere svenuta". Stamattina la dimagrente Connie era in agitazione e mugugnava di andarsene per un po'... E` tutto il giorno che prego che cio` accada.

E quello che veramente mi fa girare le palle e` che ieri sera ho perso un bottone della giacca.

Thursday, March 23, 2006

Work, work, work (Pub, club sleep) part 2

La Connie si e` messa in testa di dimagrire ("foglio pertere tieci chilo in uan manf"). Non mangia piu` carboidrati e mi ha costretto a finire la scorta di birra in frigo per non farla cadere in tentazione. Ma il vero trucco e` l'agopuntura che si fa praticare dietro le orecchie da un santone buddista del New Jersey. Quanto ha perso finora? Sui cento Dollari.

Sono state giornate infarcite di concerti, tanto per cambiare. Lunedi sera puntavamo su Annie, electropop star norvegese... sold-out nel momento in cui entriamo nel locale. Allora abbiamo buttato un occhio alla Cake Shop per vedere chi suonava ed alla fine siamo restati li.

Il primo gruppo lo perdiamo, e` gia` tardino, in compenso ci becchiamo i Vandelles, compreso un sound-check problematico dove non si capisce bene quale cavo non funzioni, ma qualcosa di sbagliato c'e`. Non c'e` molta gente e riusciamo a piazzarci comodamente sul divano di fianco al palco. Il gruppo sciorina, tanto per cambiare, psycho/shoegaze. I pezzi sono belli e la batterista donna da` un valore aggiunto non indifferente, picchiando tra l'altro come una dannata.

Seguono gli headliners, The Hiss, Kingsofleoniani tendenti al Crampo Warloccoso. Pensate che ho addirittura un loro cd, preso per 2 Quids in quel di Londra, qualche anno fa. Non sono eccezionali ma fanno la loro porca figura.

...ed infine arriva il giorno dei Rakes, disco in heavy rotation nel mio fluorescente Ipod. Serata London Live (niente a che fare con London Loves) con gruppi londinesi alla Bowery Ballroom, ed al solito inglesi birrosi ad inzozzare il pubblico. Aprono i Boy Kill Boy, se va bene i futuri Keane, e non sprechiamo altro tempo... (Simone, dacci un occhio, anche se so che fai parte della frangia Coopistica dei lettori del blog...)

Seguono i Towers Of London. E qui bisogna un pochino discutere.

La loro performance ha scatenato piu` di una polemica da queste parti (...che poi era quello che volevano). Non hanno fatto altro che sputare sul pubblico, il cantante ha lanciato il microfono ed ha aperto la testa ad una ragazza, alla fine del concerto c'e` stato un accenno di rissa tra il chitarrista ed uno del pubblico. Tutto trito e ritrito. Cosa penso io? Appena sono saliti sul palco, ho capito che rientravano nella categoria dei gruppi che passano piu` tempo a pettinarsi che altro. Dei ragazzini che giocano a fare il gruppo cover dei Sex Pistols e niente, niente altro. Quindi li guardi, ne sorridi, basta (poi, se ti becchi un microfono in testa, i coglioni ti girano). Tute non sembra apprezzare il provocatorio "you're being gay, what a surprise"... ma sono dei ragazzetti, lasciamoli divertire.

I Girawhisky si che erano punk. Coope si tagliava la pancia, ma solo durante le prove, perche` in concerto sarebbe stato troppo commerciale. Spaccavamo, cazzo.

Per la cronaca, la testa rotta della ragazza:
(cazzo, non riesco a caricare l'immagine... anzi aspetta... si eccola)


Wow, come sono pulp. Ad ogni modo, veniamo al dunque. I Rakes badano piu` alla sostanza, sono piu` brutti e indossano magliette normalissime e non canottiere con scritte antiluviane tipo "vanity lies" o "NYC sucks" che nel 1979 avevano gia` rotto il cazzo, si limitano a suonare muovendosi un attimo e non necessariamente arrampicandosi sugli amplificatori o bevendo birra coi denti mentre suonano un assolo tamarro. E quindi inizio a divertirmi. Sciorinano i pezzi del primo e unico disco, fino ai bis con un pezzo nuovo ed il finale affidato a "Strasbourg", il loro singolone.

Com'e` uso da queste parti, si regalano poster e spillette, nonche`, per l'occasione, il numero di Time Out in uscita la mattina dopo. In copertina si parla di un "Awesome hand-free massage", e non posso che pensare al tipo sulla sedia a rotelle.