Il post che non riesco a scrivere o L'ultimo post
Arriva l'ultimo weekend, venerdì saluto tutti i colleghi, "yanow, se capiti di qui, eccetera", poi corro a St. Mark's Place per farmi fare le scarpe più belle del mondo da un russo, rincorro regali, ceno veloce e poi vado da Linda, preserata classico con Budweiser, vino rosso e tutti i protagonisti al completo, poi Tuti e Juerie abbandonano, inspiegabilmente, e ci ritroviamo al Luke & Leroy, teatro di tante battaglie, tipo il furto dell'Ipod di Juerie la notte che poi diventò giorno e si spostò a Boston, e si balla, con la Learda sempre più ubriaca giro dopo giro, con magliette degli Ark che ci vengono sbattute in faccia dal DJ, che il Pisello Bello va a corrompere per avere una maglietta, e poi si scopre trattasi di John Cameron Mitchell, fin troppo affettuoso ma la cosa non mi sorprende più, uno che andrà a Cannes a presentare un film, per dire, poi pizza da Joe's, e trascino la Learda, che deve dormire da me, davanti alle vetrine dei tatuatori ancora illuminate, per la West 4th, per Christopher Street, dormiamo al volo ma ci svegliamo immediatamente, per andare al Moma a vedere un documentario sui Sonic Youth, diluvia e siamo in ritardo e quindi si prende un taxi, ma c'è un traffico assurdo e decidiamo di farcela di corsa, venti blocchi sotto il diluvio, sulla sesta strada, insieme alla parata degli scozzesi, che attraversiamo illegalmente tre/quattro volte, innervosendo la sicurezza, per poi arrivare zuppi alla fine del documentario, ma poco importa, c'è appena il tempo per un self-service cinese, prima di andare a Brooklyn a casa della zia di Pisello_Bello per una festa d'addio a sorpresa, piena zeppa di italo-americani, statuine di ceramica, cibo farcito di aglio, musica italiana alla Toto Cutugno con remix dance primi anni '90, terribile ma sociologicamente interessante, iniziano le riflessioni ma le rifuggiamo, tutti, poi ci spingono verso un club da cui esce musica poco rassicurante e quindi deviamo in extremis in un bowling, dove non vinco ma dignitosamente giungo alle spalle di Juerie, implacabile negli strike, poi si torna a Manhattan e si va all'Annex, dove si balla finchè il DJ non viene costretto a tagliare ma ci regala, contro le volontà dei buttafuori, un ultimo, eroico, "be my baby", che chiude le danze, prima del delirio domenicale, a rincorrere gli ultimi regali con la Learda, poi con Linda e Juerie, con deviazione al Motor City, dove mi aspetta Claudia delle Baby Shakes per salutarmi, offrirmi drink su drink, e dopo il lungo aperitivo andiamo di nuovo a Brooklyn, ma a casa di Andrea, che ci prepara maccheroni al ragù, con vino, e la squadra è al completo, manca solo Tuti, la serata scorre a velocità folle, come tutti questi tre mesi, e ci ritroviamo sulla metropolitana F, tutti scendono a 2nd Avenue, tranne me, io proseguo fino a West 4, e così a 2nd Avenue saluto tutti, uno per uno, finchè il treno, inaspettatamente, riprende velocità, inizia a sbandare a destra e sinistra, aumenta ancora di velocità, riesco ad allungare la mano e a prenderli al volo, tutti quanti, una catena umana, proprio nel momento in cui il treno si stacca dalle rotaie e prende il volo, svolta a destra e sorvola l'East River,














